Tallaferro: “Cagliari e padel: binomio perfetto, aspettando il World Tour”

Il World Padel Tour è pronto a ripartire: dal 28 giugno al 5 luglio, all’interno della Madrid Arena, si svolgerà l’Estrella Damm Open, la seconda tappa del circuito mondiale di padel 2020, dopo la sosta obbligatoria dovuta alla pandemia Covid 19.

Una decisione, quella comunicata sul sito ufficiale del Wordl Padel Tour, che interessa in particolar modo la città di Cagliari, che tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, dovrebbe ospitare l’unica tappa italiana del tour. Secondo quanto riferito nei giorni scorsi dalla Gazzetta dello Sport, “l’obiettivo degli organizzatori è anche “salvare” il primo storico torneo italiano che avrà Cagliari come sede: inizialmente era stato previsto dal 31 agosto al 6 settembre, ma non è escluso che possano esserci modifiche”. In attesa di comunicati ufficiali, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Mariano Tallaferro, maestro argentino e fautore del movimento nel capoluogo isolano, per commentare questa notizia e parlare dell’espansione del movimento nel capoluogo.

Mariano, partiamo dalla notizia degli ultimi giorni: il 28 giugno riparte a Madrid il World Padel Tour. Questo significa che potrebbe svolgersi regolarmente la tappa prevista a Cagliari per la fine di agosto?
“Al momento non c’è ancora nessuna ufficialità, posso solo dire che c’è sicuramente una grande voglia di riprendere e ripartire”.

Ti aspettavi, nel giro di breve tempo, una così rapida espansione del movimento?
“Non sono sorpreso. Quando ho iniziato come maestro di padel verso la fine del gennaio 2018 – a Cagliari in quel periodo c’era solamente un campo di padel – ho compiuto questa scelta consapevole di quanto questo sport piacesse alla gente. Avendo vissuto sia in Argentina che in Spagna ho visto la crescita del padel ed è un po’ quello che sta avvenendo qua. Perciò sì, mi aspettavo una crescita del movimento, nella quale credevo al 110%, ma non così velocemente. Dopo due/tre mesi da quando ho iniziato a dare lezioni sembrava che questo sport fosse ormai affermato da diversi anni”.

Proprio a Cagliari c’è stato un boom di partecipazioni.
“C’è stata un’esplosione incredibile e continua ad avvicinarsi ancora molta gente. Trovare un campo è un’impresa: se lo cerchi tra le 18 e le 22, rischi di trovarlo libero solamente dopo 15 giorni!”.

Com’è stata la ripresa dopo due mesi di inattività?
“È stata un po’ caotica ma nel senso buono. Essendo una delle poche attività sportive che si poteva praticare ha avvicinato molte più persone: chi magari il mercoledì giocava a calcetto o faceva un altro sport adesso si ritrova a giocare a padel. C’è stata una richiesta, sia nelle prenotazioni dei campi che nella richiesta di lezioni, impressionante. Alla maggior parte delle persone è piaciuto e continua a giocare”.

Secondo te, da maestro e giocatore, perché il padel ha un’attrattiva così forte?
“Quello che vedo è che il padel attira davvero tutti, sia atleti di altre discipline che persone, le quali, non praticano alcuno sport. Affascina il fatto che quando inizi a giocare ti puoi confrontare un po’ con tutti, nel senso che a livello principiante è uno sport molto alla mano: agli inizi, fra nuovi giocatori, non c’è molta differenza e tutti possono giocare con tutti. Ovviamente, andando avanti, come tutti gli sport, diventa sempre più difficile”.

A Cagliari c’è ancora margine per la crescita del movimento? Se sì, cosa si potrebbe fare per favorirla?
“Credo che ci sia ancora molto margine di crescita. Bisogna vedere nei prossimi anni, quante persone continueranno a giocare, ma credo che si avvicinerà ancora tanta gente. Per me, una cosa importante che si potrebbe fare per favorire il movimento è la creazione di una struttura al chiuso, un luogo dove poter giocare al coperto: non solo per quando piove o quando fa vento forte, ma anche adesso, con l’arrivo dell’estate e del caldo, ci sono infatti posti dove il campo è esposto al sole per sette/otto ore di seguito. Sono cresciuto in un campo al coperto e permette di giocare a tutte le ore a prescindere dalle condizioni atmosferiche. È molto bello e sono sicuro che se dovesse essere costruito entusiasmerà ancora di più tutti gli sportivi”.

Matteo Piano

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