#Feminas | Il legame madre-bambino

Interviste al femminile, a cura di Giulia Carucci.

Gravidanza, maternità e rapporto tra madre e bambino, dalla fase prenatale fino all’immediato post parto. Sono temi delicati, da tempo al centro del dibattito tra scienza, medicina ed esperienza. Ne abbiamo parlato con l’ostetrica Susanna Marongiu, con un’esperienza ultratrentennale nel settore. La vita prenatale non è solo il periodo attraverso il quale si forma e cresce un bambino, la vita prenatale è anche una esperienza formativa. In questo periodo si creano le matrici di esperienze formative che daranno forma a tutte le esperienze che verranno dopo. La vita prenatale rappresenta un ponte tra il passato e il futuro, in esso c’è sia il bagaglio ereditato dai genitori e anche le potenzialità della vita futura. Il bimbo in utero é avvolto dal liquido amniotico, immerso in un bagno di memorie. Oggi, grazie agli studi in neurofisiologia, i ricordi della vita prenatale sono conservati su tutto il corpo, quindi non solo nel cervello, come si credeva in passato“.

In gravidanza è importante curare il proprio benessere, avere uno stile di vita adeguato e la corretta alimentazione, ma è necessario alimentare e curare anche il legame relazionale col proprio bimbo. “Per il bambino il corpo della madre è il primo ambiente esterno, il primo essere umano con cui il bimbo entra in relazione. L’utero materno è la sua prima casa. È importante per il benessere del bimbo curare questa casa affinché sia sempre accogliente. Si è scoperto che nell’embrione, già dall’ottava settimana di gravidanza, esistono delle fibre speciali, chiamate fibre C che trasmettono impulsi attraverso dei percorsi che fissano nella memoria cellulare ricordi piacevoli e qualificanti. Sono anche note come fibre delle affettività e delle tenerezze. Attraverso di esse il bambino riesce a percepire il suono che proviene dalla voce della madre prima di tutto, poi dell’ambiente circostante. La voce della madre viene riconosciuta attraverso le parole, la lettura, le ninna nanna e le canzoni”.
Anche la musica, ormai è assodato, produce effetti benefici sul bambino. “La musica, al pari delle carezze, non si ascolta solo con le orecchie ma con tutto il corpo attraverso le vibrazioni del suono stesso. Tutti i ricordi raccolti nei mesi della gravidanza vanno ricercati nell’immediato dopo-nascita, attraverso il legame madre-bambino subito dopo il parto. Perciò risulta fondamentale curare i momenti dell’immediato dopo-parto, proprio perché il bambino possa ritrovare nella madre quanto costruito in gravidanza”.

a cura di Giulia Carucci

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