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Fiorello alla Forte Arena, uno spettacolo vivente

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Il racconto dello spettacolo dello showman siciliano alla Forte Arena del Forte Village.

Fiorello inizia lo show, senza nemmeno iniziarlo, in quanto con grosso ritardo dovuto alla statale 195 bloccata, non ha voluto cominciare l’esibizione per permettere agli spettatori in coda di partecipare. Nel frattempo, ha intrattenuto il pubblico già presente fingendosi speaker, e improvvisando un perfetto accento cagliaritano. Esilarante. Solo questo varrebbe il prezzo del biglietto. Nel frattempo, in poltronissima, i fan non hanno dato tregua agli ospiti vip presenti. Michelle Hunziker, bella come una Barbie vera, Paola Cortellesi, dolce e gentile come appare nei film, e Amadeus, anticipato dallo stesso Fiorello come prossimo conduttore di Sanremo e Antonio CassanoDopo quasi un’ora di ritardo, ha finalmente inizio lo spettacolo. La splendida location, un cielo stellato ed un leggero venticello a mitigare l’altissima umidità, e l’intrattenimento hanno tranquillizzato l’impaziente quanto gremita arena.

Arriva ballando, direttamente dall’ingresso principale dell’arena a braccetto con una signora, passando a salutare “i poveri” (come da lui definiti scherzosamente) delle ultime file. E, arrivato quasi sul palco, ha improvvisato un balletto, avvisando il suo ortopedico di stare pronto perché il ginocchio appena operato poteva cedere da un momento all’altro. Fiorello, l’unico artista italiano che può passare due ore a dire qualsiasi cosa gli passi in mente, e raccontare aneddoti, e farti ridere fino alle lacrime. Non ha bisogno di riflettori, band, scenografie o abiti particolari. Basta solo lui. La mattina di venerdì ha fatto una conferenza stampa per una ventina di giornalisti, nella quale non ha detto nulla sullo spettacolo, riuscendo a divertire tutti i presenti.

Canta (accompagnato dalla band diretta dal maestro Cremonesi), balla, racconta i nostri giorni, l’età che avanza, il tutto intervallato da canzoni classiche del repertorio stravolte, dal reggaeton invernale, alla sigla del cartone Ape Maia versione My Way, alla trap con cui comunicare con i figli adolescenti, fino al Padre Nostro con la base di una canzone di Tiziano ferro. E il pubblico ride, ride fino alle lacrime. Volti illustri che solitamente sono ingessatissimi, stavolta si lasciano andare e tutto il pubblico fa cenno con la testa di sì, immedesimandosi in ciò che dice, e quando canta tutti cantano.

Perché Fiorello è così, è uno spettacolo vivente. E si torna col sorriso e il mascara colato dalle risate. 

Valentina Boi

TAG:  Spettacolo