L’albero dei limoni | Il coraggio dello schermidore

La nuova rubrica di pensieri, cinema e libri rigorosamente a distanza, per rispettare le regole in tempi di isolamento forzato nelle proprie case, a cura di Silvia Cauli.

E se affrontassimo le vita con le caratteristiche di uno schermidore?

Per il mio compleanno – tre mesi fa – mi è stato regalato un ciondolo molto particolare e originale. È una sorta di piccolo dizionario con su scritta la definizione del significato di una parola, ovvero: “Intrèpido, a, ag. e s. Che senza turbamento, senza paura affronta il pericolo. Impavido; imperterrito”.
Nello sfondo disegnata l’immagine di uno schermidore.

La scherma è una disciplina olimpica di opposizione a contesto aperto che consiste nel combattimento leale tra due contendenti armati di spada, fioretto o sciabola, così viene definita. Analizzando il significato della parola scherma, – proteggere, coprire – ci fa capire il concetto dell’uso della spada non come strumento nato per colpire, ma come strumento difensivo, siamo giunti alla definizione completa attribuita a questa disciplina. La persona che me lo ha regalato ritiene che sia una definizione che mi descriva, mi appartenga, ovvero: sempre attenta a quello che accade, agli obiettivi da raggiungere, ma attenta anche agli ostacoli e alle difficoltà, avendo la prontezza di riflessi per poter schivare il possibile e concentrata nel proseguire il percorso nonostante tutto, ma avendo la lucidità e la precisione di affrontare le situazioni più difficili. Queste, non sono altro che le caratteristiche fondamentali che deve possedere lo schermidore.

In questo momento difficile per tutti, di fragilità comune, di reazioni differenti, pensieri opposti, – nonostante la diversità gli uni dagli altri- , ritengo che lucidità e attenzione siano le armi da utilizzare per affrontare al meglio questa situazione, essendo consapevole che sia più facile a dirsi che a farsi.

La persona che mi ha omaggiata di questo dono, è una persona diversa da me, ci siamo conosciuti per caso, esperienze di vita diverse, persona caratterialmente per certi versi opposta a me e per altri simile, ha dimostrato di conoscermi molto bene, di voler riassumere un pezzo della mia persona.
In questo momento viviamo la stessa esperienza ma con reazioni diverse, fatta di stesse paure, stesse domande, fatta di un rapporto basato sulla completa fiducia e rispetto reciproco, fatta di fragilità e senso di impotenza comune.

In questo periodo di “isolamento”, ho potuto capire ancora meglio che se io sono davvero forte come mi descrivono: resiliente, colei che sostiene e incoraggia, la persona che sprona, motivatrice e che con la mia positività trasmetto tranquillità e sicurezza, non tutti lo sono o almeno non allo stesso modo.
Se una persona non si esprime o non compie azioni come vorremmo, non significa che non ci tenga a noi o che non ci voglia bene, ma semplicemente esprime le proprie emozioni, la propria vicinanza come meglio riesce.
Questo è il momento di analizzarci e analizzare quelli che sono i rapporti umani e l’importanza degli affetti.

In questo momento di stop, pensiamo che essendo tutti sulla stessa barca dobbiamo remare nella stessa direzione, essendo convinti, precisi e concentrati a voler vincere una battaglia importante.

Sono le piccole cose che fanno la differenza, come quell’abbraccio che non possono scambiarsi gli schermidori e le distanze che devono mantenere come descritte dalle regole, come quel ciondolo che a me regala la determinazione di uno schermidore, di chi, come me trasforma la sua fragilità in forza.

Non permettiamo che tutto questo possa rovinare i rapporti, ma sfruttiamo questo momento di cambiamento drastico e radicale, in qualcosa di positivo che possa migliorarci.

La distanza può e deve avvicinare.
Le distanze non sono altro che spazi da riempire e completare con qualcosa che ci arricchisca in attesa di potersi (ri)incontrare.

Silvia Cauli

AL BAR DELLO SPORT

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