#9 | Alice e il Dragone Rosso

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Non sono del segno del Maiale. La app sullo zodiaco cinese mi comunica velocemente che non sono tra i festeggiati di quest’anno, scopro di essere nata sotto il segno della Tigre, sarà.., in ogni caso sono contenta, per i cinesi il 2019 è propizio, dovrebbe andare bene anche per noi occidentali.

La Cina è più vicina: qualche decennio fa sarebbe suonata come una minaccia, oggi non è neppure uno slogan, ma una realtà che si fa sempre più concreta. L’estate scorsa l’annuncio di un possibile collegamento aereo tra Cagliari e Pechino, non bastasse, ci sarebbe anche un volo diretto per l’isola di Hainan; poi la collaborazione, con tanto di protocollo d’intesa firmato tra Regione Sardegna, Crs4 e il colosso Huawei.

C’è di che festeggiare, insomma, Cagliari non si tira indietro, ma tira fuori la sua anima multiculturale, lo farà anche domani con le celebrazioni del Capodanno cinese.

Che sono tra noi lo sappiamo bene, da tempo, i ristoranti, i negozi, i grandi magazzini nelle zone commerciali; la comunità cinese è la quinta nel capoluogo per presenza. Educata, discreta, fin troppo, ha tenuto a lungo le distanze, ma le nuove generazioni hanno superato le barriere linguistiche e ancora di più quelle della socialità.

Serviva però un luogo di incontro e scoperta reciproca più confidenziale. Un rito di avvicinamento che solo una donna poteva gestire con il giusto garbo. Ispina Wang non arriva da una provincia sperduta della Cina, ma da Nuoro; la sua passione per la cultura orientale, per la lingua cinese, per i colori e gli odori di questo paese è tale che, con ironia, si è data una identità sinofila. Chiara Sini è la grande cerimoniera degli appuntamenti che animeranno il centro di Cagliari per una settimana. Merito del lavoro dell’associazione Cina più vicina, dei commercianti, di tante associazioni sportive e culturali che guardano all’Oriente. Balli tradizionali, il rito del tè, concerti con artisti cinesi, convegni, fino a venerdì prossimo ci si potrà immergere in un viaggio sulla via della seta. Basta dotarsi di programma e su Internet c’è tutto.

Di questi tempi, sono incontri che servono, non tanto per scoprire quante sono le somiglianze tra le culture, ma quanto possono essere belle le differenze. Dunque, seguite il dragone rosso per i vicoli della Marina. L’ho fatto l’anno scorso, non mi sono persa.

Mrs. Doolittle

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