Ozpetek, Dea Fortuna come lezione di vita

La recensione dell’ultimo film di Ferzan Ozpetek, a cura di Roberta Lai.

SCARICA LA NOSTRA APP ANDROID SUL PLAY STORE!

“Quando è cambiato tutto?” si chiede Arturo in una delle scene del film di Ferzan Ozpetek, uscito nelle sale il 19 dicembre scorso. La monotonia della routine, l’incredulità di fronte a una relazione che va avanti da anni e che non è più quella di una volta, l’incapacità di riconoscere se stessi e la persona che si ha accanto, sono alcuni dei nodi così complicati che dobbiamo sbrogliare nella nostra vita. Ed è proprio questo che il protagonista de La Dea Fortuna deve affrontare insieme al suo compagno Alessandro, in un momento particolarmente drammatico della storia che Ozpetek ha voluto regalare al pubblico.

Il regista turco sembra essere finalmente tornato alla carica, portando sullo schermo una vicenda personale e con essa una carica emotiva che mancava nei suoi film precedenti. Da quindici anni, Alessandro e Arturo sono una coppia. Ma, nonostante l’affetto, la loro relazione è in forte crisi. Nelle loro vite, arrivano improvvisamente due bambini, affidatigli da Annamaria, un’amica di Alessandro e la loro routine potrebbe cambiare in maniera significativa. Ancora una volta troviamo al centro del film l’immagine della famiglia allargata, con i suoi pregi e con i suoi segreti nascosti e gli ostacoli da superare ogni giorno. Eppure stavolta si ha a che fare con un altro Ferzan, con quello vero, con una scrittura molto più sincera che è stata la sua prima Fortuna. La fortuna come caso, né buona e né cattiva ma sempre pronta a intervenire e stravolgere l’ordine della vita quotidiana.

In questo caso quella sentimentale dei due protagonisti (interpretati magistralmente da Stefano Accorsi ed Edoardo Leo) ma anche quella dell’inquieta e ambigua Annamaria (Jasmine Trinca), elemento di svolta e che innesca lo sviluppo successivo degli eventi. Dramma e commedia, divertimento e commozione si mescolano in questo film dove a comandare sono indubbiamente le emozioni: d’altronde chi, nella sua vita non si è mai trovato in crisi, a rivangare il passato e a rimpiangere le scelte fatte, ad avere paura di crescere accanto a qualcuno, ad avere paura di amare e di aver già vissuto tutto il proprio tempo?

Chiunque si può riconoscere in questa valanga di temi che riguardano genericamente l’essere umano e si può commuovere, dal momento che si parla anche di perdita, abbandono e di adozione, del dramma e della potenza di potersi affidare nuovamente a qualcuno. Perché vedere La Dea Fortuna? Abbandonando ogni cliché, il film dà a tutti l’opportunità di trovare il coraggio di ritrovarsi, di ricrearsi e di rinnovare ciò che a volte ci sembra sepolto da tempo ma che in realtà freme per tornare alla vita. Ci invita a lasciar perdere l’idea che sia il destino a comandare inevitabilmente le nostre vite e a sposare quella frase secondo cui al contrario, siamo noi gli artefici del nostro destino.

“La Dea Fortuna ha un segreto, un trucco magico. Come fai a tenere sempre con te qualcuno a cui vuoi molto bene? Devi guardarlo fisso, rubi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi, li tieni ben chiusi. E lui ti scende fino al cuore e da quel momento quella persona sarà sempre con te”.

Roberta Lai

TAG:

Cinema

Accedi per commentare

Sponsorizzati