Ozuna, in 5mila alla Fiera per il principe del reggaeton

Per la seconda volta nell’ultimo mese, il ritmo latino del reggaeton ha travolto la Fiera di Cagliari, con il concerto di Ozuna.

Il giovanissimo cantante portoricano, di soli 27 anni, è una star consolidata di questo genere musicale. Una storia difficile alle spalle, la morte del padre e l’abbandono da parte della madre, che lo ha costretto a vivere con la nonna. La sua musica e il suo successo suonano come una rivincita personale, con due dischi alle spalle pubblicati dalla Latin Sony e una candidatura ai Latin Grammy. E nonostante l’età, è felicemente sposato con Taina, la madre dei suoi due figli.

LA FIERA COME UNA GRANDE DISCOTECA – Sul suo canale YouTube ha un totale di dodici miliardi di visualizzazioni. E come detto precedentemente il genere reggaeton è quello con più ascolti in streaming. Uno show, con cinquemila spettatori, di quasi due ore, partendo da Unica alla chiusura con la mega hit Taki Taki. I suoi, sono testi piuttosto espliciti e piccanti come solo i rapper sanno fare, e la Fiera è stata per l’ennesima volta una grande discoteca sotto le stelle della nostra città. Pubblico in delirio che ha illuminato l’Arena con i flash degli smartphone dalla prima all’ultima canzone. 

 

QUALCOSA DA RIVEDERE – Infine, una piccola considerazione. Tanti gli eventi musicali di quest’anno nella Provincia di Cagliari, musicalmente risorta da qualche anno, dopo anni di mestizia più totale, ma, ci sentiamo di condividere con i lettori un pensiero, condiviso da tanti. Con la chiusura dell’Anfiteatro si è persa un po’ di magia, che solo una location così suggestiva sapeva dare. Dislocare gli eventi in punti più difficili da raggiungere, come il Poetto di Quartu in piena notte, Santa Margherita di Pula, Sant’Antioco e Riola Sardo, rende proibitiva la visione di più spettacoli rispetto a quanti si vorrebbe assistere. A rimetterci sono soprattutto i giovani, i più grandi fruitori di concerti come quello di Ozuna e, dato il costo proibitivo dei biglietti per i vari spettacoli, non possono certamente pensare di partecipare a ogni evento o di poterlo raggiungere come invece vorrebbero fare. Anche ieri sera ci è capitato di parlare con dei ragazzi che hanno dovuto scegliere se spendere più di cinquanta euro (prezzo del biglietto) per Maluma o per Ozuna, il tutto nel giro di due settimane.

Sarebbe bello vedere delle agevolazioni per gli studenti o gli under 30 e sicuramente sarebbe bello riappropriarsi della cornice più bella della città che non ha nulla da invidiare al Circo Massimo o all’Arena di Verona. L’impressione è che la dispersiva grandezza della Fiera si adatti solo a grandi eventi, come Vasco Rossi o Laura Pausini, per citare i big di quest’anno. Perché vederla semivuota, così come succedeva anche quando l’Arena Grandi Eventi stava a Sant’Elia, non può essere d’incoraggiamento all’artista che deve esibirsi e nemmeno per il pubblico, che si sente quasi perso, circondato dal cemento, senza sentire il calore e l’unione che un concerto dovrebbe far vivere nelle varie emozioni degli spettatori. Torniamo a casa ripensando al 2007, quando Patti Smith aveva invitato tutta la platea dell’Anfiteatro ad andare sotto il palco e, tenendo la mano ad ognuno di noi, abbiamo sentito di possedere un pezzo di storia della tra le mani e sotto i piedi. 

Valentina Boi

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