#11 | Ti centro e non mi pento

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram

Nuovo appuntamento con la rubrica su pregi e difetti di Cagliari curata da Mrs. Doolittle.

Questa settimana va così, rimestiamo negli umori neri della città. Ancora più cupi perché riguardano gli adolescenti, i nostri ragazzi, la generazione smartphone, sempre connessa, che vorremmo proteggere ma non sappiamo controllare, ci batte sul tempo, soprattutto quello delle nuove tecnologie.

Ne avevo sentito parlare un anno fa, era stato un vero a proprio allarme sociale, che faceva entrare Cagliari in un circuito nazionale di bullismo organizzato, una sorta di circo da antica Roma con i gladiatori e il pubblico convocati via Instagram per assistere ai giochi.

“Ti centro”, la parola chiave, il cui significato è presto detto: ti picchio, se ti colpisco in pieno volto ancora meglio e, per farlo, voglio testimoni, anzi un pubblico che assista e faccia pure il tifo. La convocazione agli appuntamenti avviene sui social o nelle chat, spesso le menti sono ragazzine, a partire dai dodici anni, che credono di marcare il territorio intorno a un fidanzatino con questi atti violenti. La rissa dovrebbe essere un fatto estemporaneo, qui invece, si pianifica tutto.

Pochi giorni fa, un altro SOS è stato lanciato sui social. Questa volta da una mamma, per caso informata su un appuntamento centrato, fissato in piazza Garibaldi, pare su chiamata alle armi partita da due ragazzine, badate bene che si comincia presto, dai dodici anni. Alla fine, è saltato tutto, forse perché è circolata la voce che c’era stata fuga di notizie con adulti allertati; nessuno si è centrato, resta il fatto che sui telefonini degli adolescenti cagliaritani continuano a viaggiare inviti per raduni di cui i genitori ignorano contenuti e modi.

Luca Pisano, responsabile cagliaritano dell’osservatorio per il Cyberbullismo, ciclicamente invita le famiglie a diventare più consapevoli e a controllare i cellulari dei figli, cosa che rientra nei loro diritti e nei loro doveri.

Certo, è difficile cogliere i segnali, soprattutto quando i nostri ragazzi in casa sono disponibili e garbati, mentre fuori tirano fuori altre facce. Non bisogna sottovalutare poi il potere e l’influenza dei social nel far montare le situazioni, per questo, come sottolinea l’esperto, senza sensi di colpa occorre guardare più volte al giorno il profilo Instagram dei propri figli, le loro storie e ThisCrush.

In caso di bisogno d’aiuto e consigli, l’email osservatorio.cybersardegna@gmail.com può essere utile.

Mrs. Doolittle