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Il direttore sportivo del Cagliari Nereo Bonato | Foto Centotrentuno

Cagliari, gioventù e fame | Bonato e il cambio di rotta sul mercato

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Alzi la mano chi, tra i lettori di queste righe, non ha mai giocato a un videogame di calcio manageriale. Pc Calcio, Scudetto, Football Manager e tanti altri: titoli per intendere in un altro modo il pallone su uno schermo, rispetto ad avere tra le mani un joypad e la possibilità di muovere i calciatori. Impostare le tattiche e gestire il mercato, opzioni consentite all’utente fin dagli esordi, per giocare a fare il talent scout e scoprire nuovi talenti più o meno sconosciuti, con l’obiettivo di valorizzarli e rivenderli a cifre più alte.

Più o meno quello che sta cercando di fare Nereo Bonato, direttore sportivo del Cagliari, in un’estate di calciomercato strana e difficilmente prevedibile. “Abbiamo una buona base che miglioreremo inserendo giocatori. Ma dobbiamo essere bravi a non sbagliare gli innesti”, ha detto il diesse veronese durante la conferenza di presentazione di Davide Nicola come nuovo allenatore rossoblù. Una dichiarazione di intenti che ha trovato la piena approvazione dello stesso ex Empoli, che da settimane sta lavorando in tandem con Bonato per costruire il nuovo Cagliari. Puntando su calciatori affamati di Serie A, come Mattia Felici: l’esterno romano classe 2001 arriva in Sardegna per circa un milione di euro dalla Feralpisalò, con ottime credenziali (chiedere all’ex capitano rossoblù Luca Ceppitelli, suo compagno la scorsa stagione) dopo un’annata da 4 gol e 5 assist in Serie B che lo ha messo in luce nonostante la retrocessione dei verdeazzurri. Un giovane talento dal grande potenziale ancora da valorizzare, ovvero il prototipo di calciatore – al di là del ruolo – inseguito dal Cagliari in questo mercato estivo. Scovare calciatori interessanti, arrivarci prima degli altri, aiutarli a esprimere il loro potenziale mettendoli in vetrina per le big di Serie A e non solo.

Questo è il mantra di Bonato e della sua squadra, ovvero l’area scouting rossoblù: il cambio di passo imposto dal dirigente veronese è sotto gli occhi di tutti, a cominciare dalla cessione di Alberto Dossena al Como. Qualcuno nella tifoseria ha storto il naso, perché lasciar partire uno dei calciatori “futuribili” della rosa rossoblù verso una rivale per la salvezza è sembrato un atto “di debolezza” del club di Sa Ruina. Posizione rispettabile, ci mancherebbe, ma l’altra faccia della medaglia dice che 8 milioni di euro (più 2 di bonus facilmente raggiungibili) per cedere un giocatore pagato 160mila euro – ossia 50 (cinquanta) volte meno – fosse un’offerta difficilmente rifiutabile. Soprattutto se per sostituire Dossena con Sebastiano Luperto sono stati spesi circa 3 milioni di euro, ossia un terzo rispetto a quanto incassato, per portarlo via dall’Empoli. L’ex capitano dei toscani è più anziano di soli due anni rispetto al bresciano, ma ha più di cento partite in Serie A ed è abituato alla lotta salvezza, obiettivo dichiarato del Cagliari anche nella stagione 2024-25. Per quanto riguarda gli altri reparti, Roberto Piccoli (2001) e Nadir Zortea (1999) andranno a sostituire numericamente Andrea Petagna e Nahitan Nandez, entrambi classe 1995. I due prossimi acquisti – salvo cataclismi – del Cagliari arrivano dall’Atalanta e rappresentano profili che rientrano nel prototipo ideale di Bonato. Piccoli e Zortea sono reduci da un’annata in cui hanno fatto intravedere buone cose con le maglie di Lecce e Frosinone, ma finora a entrambi è sembrato mancare il classico centesimo per fare la lira, ovvero mantenere le aspettative generate nelle categorie giovanili.

Ringiovanire il gruppo, portando dentro elementi affamati e con un buon potenziale ancora da esprimere, cercando di tenere sotto controllo il monte ingaggi grazie anche alle cessioni di calciatori in esubero. È quanto cercherà di fare il Cagliari da qui in avanti, puntando al “consolidamento” citato da Bonato nella conferenza stampa di metà giugno. L’Atalanta resta nell’immaginario del calcio italiano il modello virtuoso da seguire per ottenere una crescita costante in grado di dare stabilità (anche se non soprattutto) a livello finanziario. Difficile, se non impossibile, pretendere nell’immediato che il club rossoblù possa ottenere quel tipo di risultati, sul campo e fuori. Ma anche soltanto puntare ad avvicinarsi a quel modo di lavorare sarà una sfida che la dirigenza dovrà dimostrare di saper affrontare. Con le sue parole Bonato ha tracciato una linea: il Cagliari in passato ha fatto tanti errori, ma dopo l’idillio con Claudio Ranieri in panchina ora il progetto tecnico vedrà scriversi una nuova pagina, senza però tagliare il filo rosso fissato dal Sir Claudio. Spetta a Nicola tramutare sul campo le buone impressioni e intenzioni mostrate in conferenza stampa. Per il tecnico piemontese non sarà un compito facile, ma dalla sua ha un’opportunità: un foglio bianco su cui scrivere un nuovo capitolo della storia rossoblù. Dopo l’iniziale (e condivisibile) fastidio per una trattativa diventata telenovela, la piazza cagliaritana lo ha accolto in modo positivo: un’occasione da non perdere.

Francesco Aresu

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