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Il 2008 insegna…

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Quali saranno i prossimi colpi del Cagliari sul mercato?

C’è curiosità per capire come si stia muovendo la società rossoblù, e cosa porterà a casa in questa sessione invernale partita con il tassello Birsa (la cessione di Dessena e l’arrivo di prospettiva chiamato Walukiewicz) e vissuta per ora su rumors (Nandez e Barella) e idee che potrebbero concretizzarsi: da Farias a Sau passando per Falcinelli, Peluso, Mancosu e Deiola. 

Come spesso accade, l’ispirazione e gli spunti di ragionamento possono arrivare dal passato, più o meno recente. Mentre ci si interroga su quale tipo di calciatori possano fare al caso di Maran, il sostegno arriva per esempio dal gennaio di undici anni fa. Nel 2008, infatti, il Cagliari era ben più inguaiato in classifica, con una retrocessione che pareva ormai scritta. Sarebbe invece arrivata una salvezza storica, memorabile, ai limiti del miracoloso.

Ci fu senza dubbio una forte componente di fortuna e casualità, ma tre innesti tutt’altro che da urlo cambiarono la squadra in modo radicale. Molto fece il tecnico Ballardini, anch’egli arrivato a fari spenti e non certo tra i peana, bravo ad inventarsi Fini mezzala e Cossu trequartista. Il sardo arrivò dal nulla, dal dimenticatoio, iniziando a scrivere pagine indimenticabili. Con lui, sempre dai bassifondi del calcio, ecco Jeda, a dare brio ad un attacco che nelle due stagioni successive avrebbe fatto faville. Con loro il portiere Storari, decisivo in soli sei mesi di militanza.

Un Cagliari diventato piacevole con la forza delle idee e della capacità di osare, trovando risorse senza piegarsi ai grandi richiami sponsorizzati del calciomercato. Ecco, in un contesto dove è difficile piazzare colpi e i soldi non sembrano abbondare, la panacea ai mali potrebbe arrivare proprio dalla competenza nello scovare pepite buone per l’immediato e magari anche per il futuro.

Fabio Frongia