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Cagliari, dal mercato in uscita un tesoretto…in saldo

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“Non son preoccupato, sono problematiche che anche le altre squadre hanno. Abbiamo le nostre armi, siamo il Cagliari e siamo orgogliosi di esserlo”. Così, nella conferenza stampa di fine stagione, il direttore generale del Cagliari Mario Passetti ha risposto alla nostra domanda sulla possibile paura che l’urgenza di incassare quanto prima 22 milioni sul mercato dalle cessioni dei giocatori in uscita (su tutti Bellanova, Vicario e Simeone) potesse ingenerare, nei club interessati all’acquisto, un’occasione per sfruttare la posizione di debolezza rossoblù e chiedere di rivedere le cifre pattuite in precedenza.

La situazione contingente, nonostante le parole ottimistiche del club rossoblù, sembra andare esattamente in quella direzione. L’Empoli ha già ottenuto il suo obiettivo, l’Hellas e l’Inter ci stanno provando. Dall’altra parte la fretta di raggiungere la fatidica quota di 22 milioni citata da Stefano Capozucca nel medesimo incontro con i cronisti, quella che serve al Cagliari per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B. Una cifra che Tommaso Giulini, patron rossoblù, vorrebbe comprensibilmente coprire con le casse societarie nella logica della auto-sostenibilità citata sempre nella stessa conferenza. Ma per poter raggiungere l’obiettivo serviranno dei “sacrifici” in sede di trattativa, a cominciare dai tre nomi citati in precedenza, con qualche settimana di anticipo rispetto al 2 luglio, secondo giorno di mercato estivo e data scelta per l’inizio dei saldi estivi. 

Bellanova

Tanta fretta sul fronte relativo all’esterno di Rho, a suo modo prima operazione di mercato del club rossoblù, dopo il riscatto del cartellino dal Bordeaux retrocesso in Ligue 2. La ha il Cagliari, la ha pure l’Inter eppure, secondo quanto abbiamo raccolto, ancora l’operazione deve entrare davvero nel vivo. Questo per il solito, banale motivo chiamato differenza tra domanda e offerta: Giulini e Capozucca vorrebbero guadagnare il più possibile dalla cessione del terzino dell’Under 21, ma dall’altra parte Marotta non intende dissanguarsi per un giovane sì di prospettiva, ma comunque tutto da testare con una maglia pesante come quella nerazzurra. Si è parlato su alcuni media di 20 o, addirittura 25 milioni richiesti dal Cagliari, con l’Inter che invece punta decisamente a una cifra più bassa, intorno ai 7-8, più l’inserimento del giovane Casadei, reduce dallo scudetto nel campionato Primavera 1, che arriverebbe in prestito in Sardegna per rinforzare la mediana di Liverani. Al Cagliari interessa anche Franco Carboni, il più grande dei due fratelli e figli d’arte che militano nella Primavera interista, ma anche sulla sua posizione si è inceppata la trattativa, con Bellanova che aspetta segnali dai due club per poter formulare la propria richiesta.

Vicario

Prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni. Sembrava un affare nell’estate 2021 il trasferimento di Guglielmo Vicario a Empoli, con il Cagliari a privarsi con poca convinzione del portiere che sarebbe dovuto essere il presente e il futuro dei pali rossoblù ma che, con la mancata partenza di Alessio Cragno, è diventato invece il più classico dei rimpianti. Tanti i punti salvezza garantiti dal portiere friulano all’Empoli di Andreazzoli, con l’ambiente rossoblù a mangiarsi le mani anche per un rendimento non più “eccezionale” come in passato da parte di Cragno. Con il Cagliari verso la retrocessione in Serie B, dalla Toscana hanno iniziato a filtrare i primi messaggi dal club azzurro su un possibile mancato riscatto di Vicario, dovuto alla cifra ritenuta troppo alta. Il resto è delle ultime settimane: da una parte i rossoblù alla ricerca di entrate sicure e immediate, dall’altra la proposta di uno sconto che, effettivamente si è realizzato. Da 10 milioni la cifra è scesa a circa 8, secondo quanto dichiarato dai colleghi di TMW, con questa formula concordata: 5 milioni e mezzo subito, altri 3 in bonus facilmente raggiungibili e, soprattutto, il 10 per cento sulla futura rivendita di Vicario, che interessa e non poco ad altri club della massima serie.

Simeone

Altro caso spinoso è certamente quello legato al Cholito Simeone, curiosamente in uscita sia da Cagliari che da Verona, dove ha disputato l’ultima stagione in prestito con diritto di riscatto (fissato a 12 milioni). Nessun dono dell’ubiquità per il centravanti argentino, però: semplicemente le sirene di mercato che arrivano da Torino (sponda Juventus) e Londra (Arsenal) potrebbero finalmente aiutarlo a scrivere pagine memorabili di storia calcistica, come da lui stesso auspicato in passato nelle svariate interviste rilasciate a media stranieri, uno dei fattori che certamente lo ha reso poco simpatico alla tifoseria cagliaritana. Al di là dei più che legittimi dubbi sul suo adattamento in club di prima fascia, tuttavia, anche nel caso di Simeone il Cagliari si è trovato ad avere a che fare con voci sul possibile mancato riscatto da parte dell’Hellas, che avrebbe poi formulato una richiesta di sconto di alcuni milioni rispetto alla cifra fissata da contratto. Da 12 a 10, puntando sulla necessità di far cassa del club di via Mameli. Anche in questo caso si cerca la giusta quadra, ma sembra quasi scontato che alla fine sarà il Cagliari a dover venire incontro, ancora una volta, alle richieste altrui.

Gli altri

Da Joao Pedro a Pavoletti, passando per Cragno, Nandez e Pereiro. La stessa tendenza a dover rinunciare a qualcosa pur di accelerare le eventuali trattative in uscita potrebbe valere anche nei loro casi. Per l’ormai ex capitano il Torino sta provando a fare le cose per bene, con il suo agente Marco Piccioli che in mattinata è andato prima nel capoluogo piemontese per incontrare i dirigenti granata, poi a Milano per un incontro all’hotel Gallia con quelli rossoblù, per riportare l’ultima offerta per il suo assistito. Almeno 4 i milioni di discrepanza tra le parti, secondo le ultime informazioni: le parole di Capozucca dell’ultima conferenza stampa (“Joao ha un solo anno di contratto. Non vedo come possa restare in Serie B, sarebbe un lusso. Giusto che vada per la sua strada”) hanno tracciato la linea dell’addio, ma perché l’operazione si possa chiudere servirà ancora appianare le distanze. Il diesse ha dato il foglio di via anche a Pavoletti nell’intervista al Secolo XIX proponendolo al Genoa, ex squadra di entrambi, ma si vedrà se l’ennesima uscita molto diretta (e poco elegante…) della terza carica sportiva dei rossoblù sortirà gli effetti sperati. Per quanto riguarda gli altri, in tutti e tre i casi la retrocessione ha fatto certamente diminuire il valore sul mercato ma il Cagliari proverà a ottenere la cifra più alta possibile, con la forte consapevolezza, però, di non avere la necessaria forza contrattuale nelle eventuali trattative.

Francesco Aresu

Al bar dello sport

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