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Cagliari | Fantasia, sacrificio ed errori: Luvumbo e un nuovo step da affrontare

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Destra, sinistra, a scappare sul fondo attaccando la profondità e l’area di rigore, all’indietro per ostruire le operazioni dei braccetti della Juventus, a rientrare verso il centro per mettere nelle condizioni il proprio mancino di colpire. Quello di Zito Luvumbo è stato un saggio sulle direzioni e sulla loro interpretazione. Allievi d’eccezione, lo scorso 19 aprile, i difensori di una Juventus che solo quando le energie dell’angolano sono calate sono sembrati riuscire a porgli un freno. Potrebbe essere il riassunto di una gara quasi perfetta per l’esterno offensivo del Cagliari. Ma nel mezzo di una serata in cui le gambe hanno viaggiato come non mai, a mancare è stato quel pizzico di cinismo in più di un giocatore che crea come pochi, ma deve ancora crescere sotto il profilo realizzativo.

Diamante grezzo

La crescita di Luvumbo nelle ultime uscite è un dato di fatto. Con il rientro dopo i problemi fisici vissuti con l’Empoli che non hanno interrotto il trend iniziato con la rete del pari contro il Napoli. Un andamento positivo che ha trovato un accordo con la continuità anche nella partita con una Juventus che quasi sorprendentemente gli ha lasciato tanta libertà di agire. Prima a destra, lato da cui è arrivata la prima occasione del match con un sinistro a giro, poi a sinistra con l’obiettivo di continuare a mettere in difficoltà la retroguardia avversaria e di bloccare la spinta di Gatti, caduto nella trappola fino a prendersi un cartellino giallo e a farsi superare in velocità nell’occasione del secondo rigore della serata insieme a Szczęsny. Quella del classe 2002 è stata l’ennesima partita giocata di corsa, ad asfissiare gli avversari ma anche un po’ se stesso. Quasi 12 i km totali percorsi, di cui poco meno di uno in fase di sprint.. Forse uno dei motivi per cui sotto porta più di un episodio ha fatto mangiare le mani al giocatore stesso e forse anche un po’ a Claudio Ranieri, che nelle ultime settimane ha utilizzato più la carota che il bastone nel parlare dell’angolano. Il piattone al volo sull’1-0 rossoblù è l’episodio principale della prima frazione lampante, con il primo invece in mezza sforbiciata cancellato dal penalty fischiato con l’aiuto del Var per il tocco di mano di Danilo nella stessa azione. Poi il mancato appuntamento con il pallone in apertura di secondo tempo sul cross teso di Shomurodov. Episodi a cui si aggiunge qualche piccolo intoppo nel dialogo con i compagni, con appena il 38% di passaggi riusciti durante l’arco di tutta la gara. Insomma, il diamante non è di certo più grezzo come una volta, ma è ancora in una fase di evoluzione. Con il lavoro sul versante della tecnica che sembra quello più necessario e che potrebbe produrre due tipi di vantaggi: uno per il giocatore stesso e per le sue aspirazioni, l’altro per il Cagliari.

Staffetta

La salita di uno step successivo, oltre quelli già affrontati tra l’esordio nel calcio dei grandi della passata stagione e l’arrivo in massima serie e i suoi contraccolpi, appare però come un discorso maggiormente proiettato sul lungo periodo. E allora viene più facile mettere da parte le problematiche ed esaltare i pregi di un giocatore che risulta difficile non apprezzare, soprattutto per quella capacità di accendersi in tempi e spazi stretti. Anche per questo il Luvumbo odierno appare come un elemento imprescindibile o quasi per modellare gli equilibri a favore dei rossoblù. La squalifica dopo il giallo rimediato contro la Juventus apre così ai dubbi su chi potrà prendere il posto dell’angolano contro il Genoa, lunedì 29 aprile. La staffetta con Oristanio è la più naturale, quella che sin dall’inizio della stagione il tecnico dei rossoblù ha provato a tenere viva per avere sempre un giocatore di imprevedibilità in campo. Con il primo esempio nella gara d’andata contro il Frosinone, quando da subentrato Oristanio riuscì ad aprire la rimonta con il suo primo gol tra i grandi. Tutto dipenderà però dalle condizioni del giocatore scuola Inter, che solo prima della gara con la Juventus ha ripreso a lavorare con il gruppo a seguito di una tonsillite in grado di farlo diventare “la metà di ciò che era prima”, per usare le parole di Ranieri. Anche se lo stesso tecnico potrebbe riservare qualche sorpresa. Perché l’obiettivo più importante è prendere la direzione della salvezza. Quella che Ranieri ha messo nel suo navigatore da tempo e che i tifosi rossoblù non vedono l’ora che sia finalmente imboccata.

Matteo Cardia

 
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