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Cagliari | Vivarini, Andreazzoli e i soliti noti: le novità per la panchina rossoblù

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Chi resterà in piedi senza sedia allo stop della musica? La metafora del gioco delle sedie musicali si presta bene alla situazione vissuta da diverse società di Serie A, ancora alla ricerca del nuovo allenatore. Su tutte il Cagliari che, in attesa di conoscere la decisione finale di Paolo Vanoli (con il Torino in forte pressing) e perso Marco Baroni (ammaliato dalle sirene europee della Lazio), tiene caldo anche il profilo di Mister X, ovvero il nome del possibile prossimo allenatore del Cagliari ancora sconosciuto perché ben celato dal direttore sportivo Nereo Bonato. Chi siederà, dunque, sulla panchina rossoblù dopo Claudio Ranieri? Dopo due settimane – a oggi, giovedì 6 giugno – dall’addio del tecnico romano il nome del suo successore resta ancora avvolto nel mistero, complice anche un effetto domino che sta paralizzando mezza Serie A e che rende difficile il compito di tutti i direttori sportivi delle squadre coinvolte. Con i nomi “nuovi” aggiunti nelle ultime ore da radio-mercato al ballo di pretendenti per una sedia rossoblù che porta anche ai nomi di Aurelio Andreazzoli e Vincenzo Vivarini.

Vanoli
La calma è la virtù dei forti. Specie se sai di non dover sbagliare, vista la concorrenza sempre più agguerrita (e ricca, vedi Como e Parma). La dirigenza del Cagliari sa di dover colmare un vuoto ingombrante come il post-Ranieri, e da tempo lavora su diversi profili: alcuni noti, altri sottotraccia. Il nome preferito per diverso tempo è stato quello di Vanoli, allenatore emergente che ha riportato il Venezia in Serie A dopo due anni di cadetteria, che piace al club di Sa Ruina fin da tempi non sospetti e su cui è ancora in corso un duello con il Torino. Da una parte il buon rapporto tra sardi e lagunari, testimoniato dagli affari Altare-Lella dell’estate 2023, dall’altra la volontà – dichiarata soprattutto dalla stampa torinese – di Vanoli di sostituire Ivan Juric sulla panchina granata. Sul tavolo c’è una clausola da un milione di euro da pagare al Venezia (come confermato dal patron arancioneroverde Niederauer) che continua a tenere la barra dritta per liberare l’ex assistente di Antonio Conte, senza voler fare sconti a Urbano Cairo che, dopo le iniziali rimostranze, sembrerebbe essersi finalmente deciso a versare per portare Vanoli sotto la Mole. Un testa a testa che continua a vedere i piemontesi in vantaggio, seppur di poco, con il Cagliari che nel frattempo ha continuato a tenere calde altre piste. Ma, si diceva, l’effetto domino continua a incidere sulle scelte di tanti club: a distanza di circa un mese dall’inizio della stagione 2024-25 non è solo dalle parti di Assemini che non è ancora stato scelto il nuovo allenatore.

Baroni
Tre panchine di peso sono state ufficialmente occupate: il Napoli ha annunciato Conte, il Bologna ha sostituito Thiago Motta con Italiano, il cui posto alla Fiorentina è stato preso da Palladino, accolto non in modo trionfale dalla tifoseria viola, che da mesi contesta pesantemente il patron Rocco Commisso e il suo operato. Alla Juventus manca solo l’ufficialità per l’arrivo dello stesso Motta (il segreto di Pulcinella), mentre il Milan dovrebbe fare lo stesso nei prossimi giorni con l’ex Roma Paulo Fonseca. Ballano ancora diverse situazioni spinose, non soltanto in fondo alla classifica. Un’altra panchina però sta per essere occupata; a Roma sponda Lazio l’addio anticipato di Tudor ha aperto a nuovi sviluppi sul fronte Baroni, con l’ex Verona che ha detto il suo sì definitivo a Lotito per prendere il posto del croato. Il tecnico di Firenze è ben felice di fare un upgrade di carriera andandosi a sedere sulla panchina biancoceleste e vivere le emozioni delle coppe europee (il club di Lotito parteciperà alla prossima Europa League) per la prima volta nella sua carriera da allenatore. Baroni – per curriculum nome tutt’altro che gradito alla piazza laziale  – ha vinto la corsa con gli altri candidati alla panchina biancoceleste, con la leggenda Miro Klose e Paulo Sousa (già, proprio lui, accostato anche al Cagliari) tra gli altri nomi vagheggiati dalla stampa romana. E così l’ex Verona non è più un’opzione valida per il Cagliari, dove avrebbe rappresentato la continuità rispetto al progetto di Ranieri. Anche in questo caso il club rossoblù è rimasto in ballo fino all’ultimo, ma la prospettiva di allenare in Europa ha fatto la differenza.

Incertezza ovunque: l’esempio di Nicola a Empoli
Chissà, senza la possibilità chiamata Lazio (e più o meno inattesa fino a qualche giorno fa), magari Baroni sarebbe già stato annunciato come nuovo allenatore del Cagliari. Un’iperbole di ragionamento, ça va sans dire. Una provocazione per sostenere però una tesi più solida: l’incertezza in panchina vissuta da metà delle piazze della prossima Serie A. Se a Roma e Cagliari si vivono e si sono vissuti giorni di attesa (con i social sempre più roventi), lo stesso sentimento è vissuto a Monza, Verona, Udine e Venezia. In Brianza Galliani ha scelto Alessandro Nesta, reduce da una buona stagione a Reggio Emilia, dopo i fasti milanisti. A Verona la scelta del post-Baroni sembra essersi ridotta al duello tra Paolo Zanetti e Andrea Sottil, mentre a Udine la posizione di Fabio Cannavaro è in bilico e a Venezia ci sarà da sostituire Vanoli. Sempre che a Empoli e Lecce la realtà non superi le parole di circostanza, con Nicola e Gotti per ora blindati a livello contrattuale grazie alla salvezza raggiunta ma, specie il primo, tutt’altro che certo di continuare la propria avventura. In Toscana è ai saluti Pietro Accardi, direttore sportivo dell’Empoli dal 2016, diretto a Genova sponda Sampdoria. E anche la posizione del tecnico torinese, fortemente voluto da Accardi lo scorso inverno per far fare il cambio di rotta agli azzurri, come filtra da Empoli (QUI l’approfondimento dei colleghi di Pianeta Empoli) non sarebbe poi così definita, con la reale possibilità di arrivare ai saluti anticipati. Insomma, la mancanza di certezze non è certo soltanto un problema del Cagliari ma un aspetto che attraversa tutta l’Italia calcistica. Un esempio per confermare quanto detto in precedenza: non c’è nulla di chiaro e sicuro in queste prime giornate di caldo estivo, in cui sembra di assistere al gioco delle sedie. In cui ogni club interessato, tra cui il Cagliari, sta ballando in attesa dello stop della musica, deciso a sedersi in tempo e lasciare le rivali in piedi.

Continuità
In questo contesto di difficile previsione nelle ultime ore sono emersi i profili di Aurelio Andreazzoli e Vincenzo Vivarini. Il primo è un grande esperto della panchina e per età anagrafica (70 anni) non lontano dall’ombra ingombrante di Ranieri. Al di là dell’esperienza però Andreazzoli garantisce un buon adattamento al gruppo di lavoro, un ottimo senso di spirito di squadra e soprattutto la capacità dimostrata a Empoli e non solo in carriera di saper lavorare, e bene, con i giovani e di valorizzarli in chiave mercato. Aspetto che piace e non poco al direttore sportivo Nereo Bonato e soprattutto al patron Tommaso Giulini che proprio puntando sui giovani, sia quelli in rosa sia quelli che arriveranno sul mercato, vorrebbe formare la prossima stagione dei rossoblù. Vivarini ha meno esperienza in categorie di peso come la Serie A, ma ha fatto tanta gavetta e con ottimi risultati e soprattutto dal 2021 ha creato a Catanzaro una macchina praticamente perfetta. Ed è proprio la capacità di lavorare con il capitale umano a disposizione e la bravura nel dare continuità a un progetto che piacciono di lui ai rossoblù (e non solo a loro, con Udinese e Venezia interessate). Due pretendenti in più per una sola poltrona insomma, saranno anche gli ultimi prima di una definitiva scelta dalle parti di Asseminello?

Francesco Aresu

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