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La Moviola di Cagliari-Verona: troppo dialogo e rigore, Doveri rivedibile

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L’esperienza può essere un fattore decisivo per un calciatore e così può esserlo per un arbitro. Allo stesso tempo, però, non è sempre automatico che porti a prestazioni positive. L’esempio del secondo caso è quanto messo in mostra da Daniele Doveri in Cagliari-Verona che, nonostante le parole di Claudio Ranieri nel post partita, ha diretto una gara con diversi alti e bassi e un errore abbastanza grave.

Pochi fischi

Tanto dialogo, addirittura fin troppo, rinunciando all’uso del cartellino giallo e preferendo calmare le acque con la personalità. Aspetto che però, soprattutto nell’ultima parte della partita, ha creato interruzioni prolungate e apparse non necessarie, sacrificando così il ritmo della gara e spegnendo la foga dei padroni di casa nel tentativo di ribaltare lo svantaggio iniziale. Già al 4′ il primo momento in cui Doveri utilizza il dialogo per calmare le acque, quando Folorunsho entra in contatto con Mina causando la reazione del difensore colombiano. Giusto non andare oltre il richiamo verbale, l’intervento dell’ex Bari è un normale contrasto di gioco senza nessuna imprudenza. Il duello continua nei minuti successivi, fino al 6′ quando Mina rischia il giallo per la trattenuta prolungata sull’avversario gialloblù. Al 12′ cade in area del Verona Luvumbo dopo un lieve contatto con Tchatchoua, il direttore di gara fa proseguire con ampi gesti. Un episodio che, probabilmente, inciderà sulla decisione più importante della ripresa con gli stessi due calciatori protagonisti. Al 19′ rischia l’ammonizione Makoumbou per un intervento scomposto e in ritardo sempre su Tchatchoua, ma il fischietto della sezione di Roma 1 opta per la negligenza del franco-congolese e non per l’imprudenza. Prima ammonizione della gara che arriva al 27′ per Duda, decisione corretta di Doveri che punisce l’intervento volontario su Luvumbo a fermare una ripartenza pericolosa del Cagliari.

Rigore e VAR

La ripresa parte subito con un episodio che chiama in causa il VAR Marco Serra di Torino che, assieme all’AVAR Paolo Mazzoleni di Bergamo annulla la rete del possibile 2-0 per l’Hellas. Al 49′ Lazovic, infatti, è di poco al di là del penultimo difendente del Cagliari Mina al momento dell’assist di Duda, come rilevato dal sistema SAOT. Al 53′ la situazione più importante del pomeriggio della Unipol Domus. Luvumbo entra in area del Verona e viene trattenuto per la maglia in maniera netta ed evidente da Tchatchoua. Doveri, in perfetta posizione, fa cenno di proseguire tra l’incredulità del numero 77 del Cagliari. Un rigore che appare netto dal campo nonostante la caduta di Luvumbo avvenga con una frazione di secondo di ritardo. Il VAR, dopo un rapido check, decide di non intervenire, seguendo alla lettera un protocollo spesso disatteso in situazioni simili. La domande è se quello di Doveri, a prescindere dall’essere in controllo e dalla valutazione dell’intensità lasciata all’arbitro, sia o meno un chiaro ed evidente errore: la risposta è sicuramente più affermativa che negativa. Al 74′ regolare il gol di Sulemana, nello sviluppo dell’azione non c’è alcun contatto tra Suslov e Oristanio nonostante le proteste dello slovacco del Verona. Gli ultimi venti minuti vedono Doveri interrompere il gioco troppo spesso, permettendo di fatto all’Hellas di spezzare continuamente il ritmo. I sei minuti di recupero appaiono così pochi rispetto a quanto giocato nella seconda parte della ripresa, con il fischietto di Roma che chiude la sua direzione con il giallo corretto mostrato a Magnani al 93′ per un’entrata imprudente su Viola.

Matteo Zizola

 
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