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Pescara-Olbia: la prima del 1939-1940 nel segno di Pietro Carta

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La diciassettesima giornata del campionato di Serie C pone di fronte il Pescara di Zeman e l’Olbia di Greco.

Partita dal profumo antico quella tra gli adriatici e i sardi: la prima gara a Olbia vene disputata il 10 dicembre 1939, le due compagini si spartirono i punti in virtù dell’ 1 a 1 maturato sul terreno di gioco. L’Olbia, alla prima partecipazione in un campionato nazionale, aveva anche da poco modificato la propria denominazione, da Terranova in Olbia. Dopo una stentata partenza, i bianchi, freschi campioni regionali e con lo scudo dei quattro mori sul petto, si riprendono e iniziano a risalire le posizioni. Alla vigilia dell’incontro di ritorno, l’Olbia si trova all’undicesimo posto e può quasi considerarsi fuori pericolo. In programma il 7 aprile 1940, quando i venti di guerra iniziavano a spirare sempre più forti anche in Italia, la gara si disputò al “Rampigna” di Pescara. Per l’occasione fece gli onori di casa Pietro Carta, promettente centravanti, originario dell’Isola, ma cresciuto calcisticamente nel Manfredonia e passato in seguito proprio ai biancoazzurri abruzzesi. Carta diverrà famoso perché (per quanto riguarda i tornei a girone unico), sarà il primo sardo a debuttare in Serie A, fatto che avverrà appena sei mesi dopo questa partita, in seguito al passaggio del ventiduenne centravanti agli amaranto del Livorno.

La gara tra Pescara e Olbia non sarà particolarmente fortunata per i galluresi e proprio Carta sarà il mattatore del giorno. Che non tiri una buona aria i bianchi lo capiscono subito. Proprio Carta all’8’ batte il portiere Miglio con un forte tiro angolato. Passano 20 minuti e l’Olbia pare risollevarsi, al 28’ Esposito infatti, con un bell’assolo, riesce a riportare le squadre in parità, ma è solo un’illusione. Al 36’ l’interno destro Maturo riporta in avanti il Pescara, ci pensa poi Piccinini ad arrotondare con due reti. Al 10’ della ripresa Pietro Carta sigla la personale doppietta e Guarnieri fissa il tabellino con un tennistico 6 a 1. L’Olbia riuscirà comunque a chiudere il campionato con una tranquilla salvezza per porre le basi in una crescita programmata. I sogni di gloria però si spezzeranno il 10 giugno successivo, quando l’Italia entra in guerra e per le squadre sarde si chiudono le porte del Tirreno con conseguente declassamento alla I Divisione regionale. L’Olbia otterrà la promessa di riammissione alla Serie C a conflitto ultimato, questa tuttavia giungerà solo con la stagione 1947-48.

Mario Fadda

 
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