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Falou Samb | Foto Atletico Uri

Serie D | Atletico Uri, il ritorno di Falou Samb: “Questa è casa mia”

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Il calcio non si ferma solo ai novanta minuti regolamentari. Il calcio è una storia. Una narrazione circolare il cui destino, prima o poi, ti riporta a dove tutto è nato. In occasione dello speciale GioveDì di Centotrentuno, del 24 novembre, siamo andati a Uri per raccontare l’ultimo capitolo della storia di Falou Samb. Scoperto da Giovanni Muroni a Lu Bagnu, fatto sbocciare a Uri, cresciuto in giro per l’Italia tra Genova e alcune tra le migliori piazze di Serie C e, grazie al suo amore per la Sardegna, riportato a Uri per aiutare l’Atletico a centrare l’obiettivo salvezza.

Falou, sono passati quasi dieci anni da quando Giovanni Muroni, allora allenatore dell’Atletico in Prima categoria, ti vide palleggiare sulla spiaggia di Lu Bagnu, dando il via alla tua carriera. Ti aspettavi, dopo tutto questo tempo, di tornare a Uri?

“Questa è casa mia, avevo tanta voglia di tornare. Quando l’anno scorso mi ha chiamato Gavino Satta (dirigente dell’Atletico Uri, ndr) avevo già firmato un contratto con un club di seconda divisione saudita, l’Al-Kawkab. Quest’estate invece, nonostante abbia ricevuto chiamate da altre squadre, sono voluto tornare a Uri. Il merito è di Gavino, non ho dimenticato la sua telefonata nella stagione scorsa, infatti quest’anno l’ho richiamato per dirgli “Gavino, voglio tornare!”.

Dopo la tanta esperienza fatta in giro per il mondo com’è stato il tuo secondo impatto con l’ambiente giallorosso?

“Sono stato a Genova, ho giocato in squadre importanti come Ancona, Reggina, Mantova, Ravenna. Però poi, dopo l’esperienza all’estero, avevo voglia di tornare in Italia, avevo voglia di tornare a Uri. Qua ho trovato un gruppo fantastico. La Serie D non è semplice, sono pronto ad aiutare la squadra”.

Facciamo un passo indietro e torniamo agli anni passati da giocatore del Genoa, comprese le esperienze in Serie C. Che ricordi ti porti di quel periodo?

“Ho dei bellissimi ricordi. Ho giocato con alcuni calciatori sardi come Alessandro Masala della Torres o Davide Moi, ora alla Costa Orientale Sarda. Forse il gol più bello è quello segnato al Teramo (con la maglia del Ravenna, stagione 2017-18 ndr), ma ricordo volentieri anche quello segnato da ex contro il Mantova, quando vestivo la maglia dell’Ancona. Quello però è il passato: ora nel mio presente c’è solo l’Atletico Uri”.

Soffermiamoci allora su questo Atletico Uri, che ha come unico obiettivo la salvezza e la valorizzazione dei tanti giovani in squadra. Tu sei uno dei più esperti, come vedi questo gruppo?

“Vedo questa rosa non tanto come una squadra, ma come una famiglia. I miei compagni sono tutti bravi, così come mister Massimiliano Paba. Il nostro obiettivo è quello di continuare a lavorare e seguire le indicazioni che ci fornisce il nostro allenatore”.

Se per l’Atletico l’obiettivo dichiarato è la salvezza in Serie D, qual è invece il tuo obiettivo stagionale?

“Il mio obiettivo non è solo quello di fare tanti gol, ma soprattutto di consentire alla squadra di ottenere la salvezza. Se farò bene i gol arriveranno, a me non importa solo segnare. Il mio obiettivo principale è quello di aiutare la squadra”.

Chiudiamo su un altro personaggio che hai incrociato all’inizio della tua carriera, ai tempi del Tor Tre Teste, ovvero Fabio Liverani. Ora che siete nuovamente entrambi in Sardegna ti spetterà fargli visita a Cagliari…

“Mister Liverani è molto bravo e preparato, mi ha fatto piacere ricevere un suo messaggio dopo così tanto tempo. Di lui ho un bel ricordo. L’ho affrontato da avversario quando allenava il Lecce. Mi farebbe davvero piacere cogliere il suo invito e andare a trovarlo”.

Francesco Aresu

TAG:  Serie D
 
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