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L'esultanza della Torres a Olbia per il momentaneo 0-1 | Foto Alessandro Sanna

Torres | Pressioni, contesto e cattiveria: serve una svolta per non soffrire

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Derby amaro, amarissimo, per la Torres di Stefano Sottili. Tra il 3-1 subito al Nespoli dall’Olbia nella giornata numero 29 del girone B di Serie C e una situazione a dir poco sfortunata alla voce infortuni. Con il derby che è stato giocato dai sassaresi praticamente senza una punta di ruolo, visti i problemi dell’ultimo minuto sia per Scappini che per Diakite. Ora però per i rossoblù, con la zona playout a soli 3 punti, inizia un altro campionato, con Antonelli e soci che dovranno essere bravi a voltare pagina in fretta in un finale di stagione dove servirà una reazione forte e decisa per conquistare i punti chiave per centrare la salvezza il prima possibile.

Momento

Difficile analizzare la gara del Nespoli in casa Torres per estrapolare delle indicazioni sulle scelte tattiche e sull’idea di gioco messa in campo contro i galluresi di Occhiuzzi. Il derby dei rossoblù è stato troppo influenzato dalle assenze e dal calo di forma di alcuni giocatori dovuto a un virus gastrointestinale, che ormai da settimane sta limitando la rosa a disposizione di Sottili. Pensiamo per esempio a Lisai che, dopo essere stato male nella notte prima della gara all’Olbia, è stato schierato giocoforza da titolare viste le alternative praticamente nulle negli ultimi 25 metri rossoblù. Tra le critiche mosse all’allenatore toscano nel post partita c’è stata anche quella di aver optato per la soluzione Omoregbe solo nella seconda parte di partita, ma va detto che la decisione di Sottili andava nella direzione giusta. Senza attaccanti in rosa il tecnico dei sassaresi ha preferito tenersi a gara in corso il giocatore offensivo di strappo per cambiare l’inerzia della contesa. E senza alcuni interventi importanti di Van der Want la strategia avrebbe anche ripagato maggiormente.

A preoccupare dopo il derby sono invece due aspetti più mentali e caratteriali. Specie in vista della battaglia prossima per mantenere la categoria. Il primo focus va messo su una difesa, di squadra e non solo di reparto, che pare in costante apnea nelle ultime settimane. La Torres concede troppo e spesso prende gol su leggerezze in marcatura e su tanti piccoli errori dei singoli che portano a pagare caro anche in caso di poche occasioni lasciate agli avversari. Non è un caso che Salvato nelle ultime settimane, tolta la gara contro l’Alessandria, spesso abbia preso diverse reti in partite in cui è stato impegnato poco tra i pali. Nel percorso di cambio d’identità alla Torres Sottili è riuscito a dare maggiore brio alla costruzione e, a organico completo, anche maggiore pericolosità al suo attacco, ma la coperta della formazione rossoblù resta corta e ora a pagare dazio è la difesa. L’altro aspetto che preoccupa è quello della cattiveria. Lo ha sottolineato anche lo stesso Sottili a fine gara. – “Sinceramente, me lo aspettavo più intenso e combattuto a livello fisico il derby” – E in effetti la Torres in alcuni momenti della gara è parsa un po’ troppo molle e arrendevole in marcatura e in fase di non possesso. Simbolo di poca attenzione e grinta, tra tutti, il terzo gol preso da Ragatzu su una palla lunga in ripartenza rapida dell’Olbia.

Contesto

La sconfitta nel derby sottolinea anche una difficoltà nel crescere imparando dai propri errori per questa Torres, con assenze e cali di condizione che possono essere una parziale giustificazione ma che non devono diventare un alibi. Per una salvezza che andrà presa con le unghie e con i denti senza la ricerca di scuse. Sottili nella sala stampa del Nespoli ha ricordato a tutti come lui stesso abbia specificato, fin dalla sua prima uscita pubblica sulla panchina rossoblù, che la salvezza sarebbe stata da conquistare fino all’ultimo secondo dell’ultima gara di campionato. L’allenatore ha poi spiegato come la classifica spaventi lui e il gruppo, ma forse non ha spaventato abbastanza fin qui l’esterno. Inteso in primis come la stampa e poi come ambiente. Il riferimento è chiaramente alle ambizioni superiori alla salvezza che questa rosa in alcuni momenti della stagione ha solo sfiorato. Personalmente, chi vi scrive, ha visto nascere questa Torres tra mille difficoltà e con tantissima voglia di fare nel ritiro di Arona e non ha mai avuto dubbi che ci sarebbe stato da faticare fino all’ultimo per confermarsi nella categoria. Come è normale che sia per un progetto che prima di sognare deve gettare delle proprie basi. Su questo aspetto Sottili ha tutte le ragioni.

C’è però un fraintendimento alla base che non può essere dribblato: l’allenatore toscano è stato chiamato a Sassari proprio per spezzare questa inerzia. La scelta di cambiare guida tecnica sotto Natale in casa Torres arriva per dare una svolta al rendimento della gestione Greco. Svolta che, numeri alla mano, fin qui non si è vista. Partiamo dai punti fatti nello stesso periodo di gare che si possono mettere a paragone, dal San Donato Tavarnelle al derby contro l’Olbia. La Torres in 9 gare ha fatto 12 punti sia con Sottili allenatore che con Greco. Sempre considerando le partite in comune la squadra di Sottili ha segnato 11 reti, mentre quella di Greco 9. Netto il distacco alla voce gol subiti: 11 con Sottili, 6 con Greco. Quando si cambia nel calcio lo si fa per fare uno step di crescita. Sottili ha il curriculum e l’esperienza per far compiere alla Torres questo gradino, ma fin qui non c’è riuscito a livello di classifica. Ed è per questo che le pressioni sono maggiori, perché oltre a salvare la Torres l’allenatore toscano deve anche dimostrare di essere in grado di alzare l’asticella. “Domande che non vanno poste a me“, direbbe Sottili, come fatto al Nespoli a fine conferenza stampa. Però si tratta di un aspetto con il quale non si può evitare di scendere a compromessi. E l’esterno che a Sottili chiede di più, a differenza di quanto possa pensare l’allenatore, è ben conscio del contesto della squadra, anche perché parliamo della stessa piazza che fino a qualche stagione fa era abituata a sostenere la squadra anche quando il massimo dell’ambizione era una salvezza in un playout di Serie D contro il Castiadas o la speranza di un gol a Muravera all’ultima giornata di campionato per mantenere la categoria. Ora però la città si fida e pretende dalla nuova proprietà e non vuole accontentarsi. E Sottili non può ignorare quella che è una pressione in più messa nero su bianco quando ha deciso di affrontare questa sfida a Sassari.

Futuro

Le prossime due gare ci diranno tanto del destino con maggiore o minore sofferenza della Torres verso la salvezza. E sarà curioso capire come reagiranno Lisai e compagni al derby perso. In ordine i sassaresi sfideranno il Pontedera a Sassari e poi il Montevarchi in trasferta. Due partite dove la posta minima da portare a casa saranno 4 punti, mentre due vittorie permetterebbero ai sassaresi di gestire il complicato finale di stagione con partite quasi esclusivamente a formazioni che si giocano i playoff e contro tutte rose che la precedono in classifica.

Roberto Pinna

TAG:  Serie C Torres
 
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