Rolando Maran e Marco Mariotti, tecnici di Cagliari e Torres

Cagliari-Sassari: così vicine, così lontane

Due squadre che attraversano un momento tanto simile quanto assolutamente diverso, sia a livello di entusiasmo della piazza che come futuro:

Così vicine, così lontane. Cagliari e Sassari sono due città della stessa isola, distanti 200 km, e un po’ per gioco e un po’ per storia con una forte propensione a non amarsi particolarmente. Niente che la vita vissuta, quella che conta davvero, non abbia sempre confinato al campo delle stupidaggini, perché di gente che viaggia, lavora o studia e si sposta da una parte all’altra della Sardegna non è difficile trovarne. Il calcio però ha le sue logiche e gli sfottò tra Torres e Cagliari restano una delle cose simpatiche dello sport isolano, quando rimangono tali.

ENTRAMBE AL QUARTO POSTO – Così vicine, così lontane, Sassari e Cagliari. Entrambe però al quarto posto in classifica nei rispettivi campionati. I rossoblù di Maran in Serie A e i rossoblù di Mariotti in Serie D nel girone G. E a un’analisi superficiale le somiglianze in questa stagione tra le due squadre sarde potrebbero anche finire qui. In realtà, invece, il percorso che ha portato entrambe a una rivincita in questo campionato è simile. Sia la Torres che il Cagliari arrivavano da una stagione deludente. I sassaresi sono riusciti a salvarsi dalla retrocessione solo ai play-out mentre i cagliaritani hanno chiuso una Serie A sofferta per larghi tratti al quindicesimo posto. Sia Giulini che Sechi hanno provato in estate a dare un colpo di spugna per dimenticare il passato. Il primo con un calciomercato mai visto prima durante la sua gestione, il secondo scegliendo la giusta guida tecnica per rialzare il livello medio della squadra.

MARAN E MARIOTTI – E a proposito di tecnici, due più diversi Torres e Cagliari non potevano avere. Maran è un gestore, a livello di gioco anche uno che sa stupire lo spettatore ma ha l’esperienza di chi sa che a certi livelli in Italia il risultato portato a casa conta più di ogni altra cosa. Probabilmente senza la sua visione d’insieme dei punti di forza e dei punti di debolezza, e la sua capacità nel capire quando nasconderli e quando utilizzarli, l’anno scorso il Cagliari avrebbe sofferto molto di più in chiave salvezza. Mariotti invece è uno che bada molto alla forma oltre che alla sostanza. Da anni non si vedeva la Torres giocare un calcio così propositivo. E le continue lamentele sulle condizioni del campo dell’Acquedotto non sono un alibi per alcuni punti lasciati per strada dai sassaresi specie in casa, ma la consapevolezza che con un altro terreno di gioco la sua squadra potrebbe fare ancora meglio.

LA PIAZZA – Diversissime sono al momento Cagliari e Sassari nel fattore entusiasmo. Nel capoluogo con il centenario e i 50 anni dello scudetto alle porte, mai come quest’anno il popolo rossoblù sta spingendo e sognando verso l’Europa. A Sassari, invece, anni di categorie immeritate e malcontento hanno un po’ addormentato la piazza. Il Vanni Sanna, che con la sua struttura fatiscente non aiuta, fatica a riempirsi e scaldarsi come un tempo ma l’impressione è che sotto il carbone spento ci sia ancora una fiammella di passione pronta a riaccendersi in caso la Torres confermasse la posizione da playoff anche in primavera, alla luce della grande voglia di calcio sempre dimostrata dalla città.

IL FUTURO – Così vicine, così lontane, Cagliari e Sassari. Eppure in futuro potrebbero guardarsi più da vicino. O meglio potrebbe essere la società di Giulini la più interessata al futuro dei sassaresi. Non è un segreto infatti che il Cagliari da tempo abbia intrapreso un legame con l’altra squadra di Sassari, il Latte Dolce, in maniera particolare per facilitare la crescita di alcuni suoi giovani. E non è un mistero, lo ha detto lo stesso Pierluigi Carta il giorno della sua presentazione come responsabile del settore giovanile del Cagliari, che al club di Giulini avere solo un rapporto privilegiato per i giovani con l’Olbia in tutta l’isola è un problema. Avere un’altra squadra sarda tra i professionisti sarebbe una manna dal cielo per mandare i giovani più interessanti a crescere. Se Torres e Latte Dolce dovessero trovare un accordo per la tanto discussa fusione ogni legame con Cagliari però si complicherebbe perché alla fine sta tutto lì: così vicine, così lontane.

Roberto Pinna

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