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Boris Radunovic durante Cagliari-Frosinone | Foto Luigi Canu

Le Pagelle di Cagliari-Ternana: Deiola ovunque, Radunovic mette la firma

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Torna alla vittoria il Cagliari di Claudio Ranieri che batte 2-1 la Ternana guidata da Lucarelli. I nostri giudizi sui rossoblù.

Radunovic 7: qualche uscita senza troppi patemi e nessuna parata, nemmeno sul gol di Partipilo comunque imparabile. Ordinaria amministrazione in un pomeriggio tranquillo fino al tiro di Falletti sul quale interviene alla grande con la mano sinistra togliendo la sfera dal sette. Una parata da tre punti.

Di Pardo 4,5: il gol lo vede assente ingiustificato quando dovrebbe stringere centralmente, ma è soprattutto in fase offensiva – il suo forte – che manca sia nello spunto che nei cross spesso e volentieri fiacchi o fuori misura. Occasione persa, esce dopo un primo tempo ampiamente insufficiente
Dal 46′ Altare 6,5: ridà solidità alla retroguardia, sempre pronto ad accorciare alto e attento sui palloni alti, il suo forte. Va vicinissimo al gol con un recupero a metà campo, scatto nello spazio e tuffo di testa, sfortunato.

Dossena 6: respinge male in occasione del pareggio della Ternana e in generale appare non in una delle sue giornate migliori pur se quando c’è da risolvere qualche inghippo risponde presente. Cresce nella ripresa con la difesa a tre e maggiore controllo di tutto il reparto.

Obert 5,5: passano da lui quasi tutti i disimpegni, ma rispetto ai suoi standard è lento nelle decisioni e a volte anche impreciso. Tanto che Ranieri lo lascia fuori nella ripresa nonostante il passaggio alla difesa a tre.
Dal 46′ Barreca 6: dalla bocciatura all’esame di riparazione del secondo tempo, conquista i crediti per riscattarsi e raggiungere la promozione con una prestazione solida e attenta.

Zappa 7: piede invertito, vive un pomeriggio complesso non potendo andare sul mancino – tanto che l’unica volta che ci prova il cross conferma i limiti con il sinistro. Poi Ranieri lo riporta dal lato giusto e lui ripaga con un miglioramento sostanziale e un gol decisivo da attaccante navigato, il terzo stagionale.
Dal 69′ Goldaniga 6: esterno a tutta fascia, si preoccupa di tenere la posizione e porta a casa la pagnotta.

Nández 7: il pallone servito a Deiola per il vantaggio rossoblù è un cioccolatino, la sua spinta sulla destra è l’unica soluzione offensiva della squadra per 45 minuti. Ha sul sinistro l’occasione per il raddoppio, ma Mantovani lo mura. Nella ripresa mantiene lo standard di grinta e intensità, anima della squadra nella buona e nella cattiva sorte.

Makoumbou 7: non prende in mano il centrocampo e partecipa anche lui alla dormita sul pareggio umbro. Sembra limitato dalla mediana a due e dalla mancanza di compagni con cui condividere la tessitura. Poi entra Rog e la sua gara cambia, un altro giocatore è in campo nella ripresa e domina la sfida con e senza palla.

Lella 5: tanta gamba, poca lucidità. Sbaglia tanto lì in mezzo, non compensa con equilibrio e dinamismo. E infatti esce dopo 45 minuti per innalzare il tasso tecnico.
Dal 46′ Rog 6,5: non è al 100% e si vede, ma con lui è un altro Cagliari. Migliora il collettivo e soprattutto chi ruota attorno a lui. Pur giocando quasi da fermo per lunghi tratti, con esperienza e tecnica è sempre sul pezzo. Un rientro fondamentale in vista dei playoff.

Deiola 7: ciò che è mancato a lungo torna con chi ha nelle corde gol e inserimenti senza palla. La corsa verticale a ricevere il cross di Nández è l’essenza di quello che non si è visto troppo spesso dalla mediana. Nella ripresa perde dieci anni e torna nel vecchissimo ruolo di centrale di difesa, sacrificio e intelligenza tattica che sistemano una squadra fino a quel momento allo sbando.

Pavoletti 5: qualche spizzata, alcune sportellate e niente di più. In area non si vede quasi mai, come da copione con lui in campo i cross sono pochi e mai precisi. Torna titolare dopo tre mesi e mezzo, la forma non è ancora ottimale e si vede.
Dal 46′ Luvumbo 6,5: è il solito, spesso confuso e sul punto di far arrabbiare chiunque per scelte errate pur se semplici. Ma alla fine entra in tutte le situazioni positive, la sua entropia è ciò che serviva dopo 45 minuti piatti.

Lapadula 6,5: dalla sua costante voglia di buttare il cuore oltre l’ostacolo nasce la rete del momentaneo vantaggio, ma per un centravanti sono occasioni e gol a fare la differenza e lui, non per sue colpe, non la vede praticamente mai. Poi esce Pavoletti e si ritrova, entra nel gol vittoria e soprattutto tiene da solo tutto l’attacco con esperienza e cuore, guadagnando falli importanti e non mollando mai di un centimetro.

Ranieri 6,5: l’infortunio di Falco gli fa rispolverare il 4-4-2, la squadra però è poco compatta, lunga, sfilacciata e con limiti tecnici resi evidenti dai tanti errori in costruzione e nell’ultimo passaggio. Manca inventiva, manca velocità, Sir Claudio fa ciò che può ma la sensazione è che abbandonare la strada nota non sia stata una scelta azzeccata. Dalla sensazione si passa alla certezza, i 4 cambi all’intervallo non sono che una conferma. E la squadra migliora, difficile fare peggio ma ha il coraggio di rivedere se stesso e viene premiato. Tre punti fondamentali, sporchi come serviva. Iniezione di fiducia importante.

Matteo Zizola

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