Oggi conta la prestazione

Un antico dilemma, risultato o prestazione?, riguarda il Cagliari di Rolando Maran.

La partita dei rossoblù contro l’Atalanta è molto importante. Banale dirlo, per una squadra reduce da non vittorie e prestazioni altalenanti, più negative che altro. Che ha visto tutte le concorrenti dirette fare punti, in primis il Bologna risalito a -4, aspettando il Frosinone (oggi contro la Lazio).

Va da sé che i numeri impongono il risultato, perché di quello si vive nel calcio. E, però, molto importante sarà anche il responso morale di un gruppo profondamente intaccato dal calciomercato, fiaccato dalle recenti delusioni, messo alla frusta dal momento sin qui più difficile. Di fronte c’è la squadra più lanciata, quella Dea battuta a domicilio all’andata e che invece ha maramaldeggiato meno di un mese fa sullo stesso terreno di stasera. Un girone fa era nella sua parentesi più buia, adesso è in uno dei suoi passaggi di maggior splendore.

Ecco perché un risultato negativo non dovrebbe sorprendere, pur auspicando i rossoblù di ritrovare i punti (magari tre). Perdere sarebbe doloroso, come sempre, ma potrebbe anche starci. Farlo con una prestazione non all’altezza, in linea con quelle recenti, aggraverebbe il tutto, a cominciare dalla posizione dell’allenatore. Il quale bene ha fatto a ribadire come tutto parta dall’atteggiamento, dalla compattezza, dall’unità di intenti, concetti ribaditi a ruota dal presidente Tommaso Giulini.

Un Cagliari che cerca nuovamente sé stesso; che vive una situazione identica ad un anno fa, pur reduce da un mercato profondamente differente, non solo rispetto a 365 giorni fa ma anche alla storia rossoblù. Un Cagliari che pareva avere trovato la sua identità, ma che l’ha smarrita assieme a Castro, scoprendosi povero e fragile. Un Cagliari che deve iniziare a fornire risposte, al di là di ottimismi e serenità di facciata.

Fabio Frongia