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Cagliari: Tutto molto bello, ma per la salvezza serve più cinismo

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Il post partita di Lazio-Cagliari ha un po’ le sembianze della famosa scena della partita in spiaggia Italia-Marocco del film “Tre uomini e una gamba” di Aldo, Giovanni e Giacomo. Ma la crescita di Prati? Oh, finalmente un buon impatto di Sulemana! E che dire del secondo tempo di qualità nonostante l’uomo in meno? Sì ma alla fine come è possibile che si è perso 1-0 su solito errore difensivo? Ci scuserete la battuta e la divagazione, ma le grandi analisi dopo l’ennesimo passo falso in trasferta e l’ennesima sfida di rimpianti a una big del nostro campionato stanno un po’ a zero. E d’altronde lo stesso Claudio Ranieri dopo aver fatto i complimenti ai suoi per la reazione della ripresa ha chiuso la conferenza stampa post Lazio con la solita battuta di neo-realismo in salsa romanesca: “Tutto molto bello, alla fine però abbiamo fatto zero punti. Sono contento della mia squadra, ma sono più contento quando vinco 1-0 una brutta partita”.

Momento
Il Cagliari all’Olimpico di Roma ha mostrato grandi segnali di maturità sia a livello di gioco che a livello di coesione del gruppo. Questa stessa squadra a inizio stagione dopo l’impatto al match in salita con gol avversario propiziato da una svista di Hatzidiakos, non la prima, e con l’episodio dell’espulsione tramite Var a Makoumbou molto discutibile, per usare un eufemismo, si sarebbe disunita. E per come si era messa contro i biancocelesti di Maurizio Sarri il rischio imbarcata era vivido e presente, e invece i rossoblù hanno saputo, con orgoglio e nervi, tenere aperta la gara fino all’ultimo istante. Creando anche più occasioni della Lazio nel secondo tempo e sfiorando l’impresa con Pavoletti, e chi altrimenti, nel finale. Detto questo, deve essere chiaro che le pacche sulle spalle non hanno mai salvato allenatori e squadre. La Serie A è un mare di complimenti di facciata e belle parole che però non muovono la classifica. E il Cagliari per continuare il suo percorso di crescita, dopo aver trovato un’identità di gioco abbastanza chiara, ora dovrà diventare cinico e pratico, farsi un po’, come successe l’anno scorso con la rapida risalita dalla B, a immagine e somiglianza del suo allenatore.

Scelte
Va detto che Ranieri all’Olimpico un po’ del suo lo ha messo per togliere qualcosa a livello di certezze alla sua squadra. Il tecnico romano fa del continuo cambio e delle scelte a sorpresa un suo mantra da oltre 30 anni. E la sua carriera in panchina racconta una storia di successo. Pensare che cambi mentalità adesso sarebbe straniante e probabilmente controproducente. Però l’allenatore testaccino continua a sperimentare tanto sul suo Cagliari: difesa a tre o a quattro, trequartista tecnico o centrocampo folto, doppio centravanti o attacco leggero. Sono diverse le facce, spesso agli antipodi sulla carta, che questo Cagliari mostra nell’arco di novanta minuti. E ogni tanto contro la Lazio questo continuo rivoluzionare un po’ ha dato l’impressione che la squadra faticasse a tenere dritta la rotta sia con la palla tra i piedi che soprattutto in fase di non possesso.

Futuro
Da Roma il Cagliari torna con una classifica che fa sempre paura e con la consapevolezza che da qui alla fine dell’anno i complimenti senza punti in tasca non serviranno a niente. Prima del cambio di calendario i rossoblù avranno la sfida interna al Sassuolo, le trasferte in fila di Napoli e Verona e poi l’Empoli alla Unipol Domus prima del Capodanno. Chiedere nove punti ai rossoblù su dodici disponibili può sembrare pretenzioso ma risulta, dati alla mano, anche necessario per tenere solido il sogno salvezza in Serie A. Ranieri anche dopo la sconfitta con la Lazio ha tolto via ogni dubbio sul tema: “Io sono sicuro che ci salveremo, all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Sarà una battaglia, ma ho una squadra vera”. Con l’allenatore romano che tra le righe ha lasciato ben stampata anche la sua volontà per il futuro in Sardegna: “Se non riuscissimo a salvarci vorrà dire che torneremo in Serie B e che subito poi ci riprenderemo la A. Questo è il calcio”. Un Ranieri prima e dopo i pasti, insomma, come iniezione di fiducia massima per l’ambiente. Ma già contro il Sassuolo battute e simpatiche trovate mediatiche perderanno di senso e servirà il ritorno ai tre punti per trasformare le pacche sulle spalle in nuove certezze.

Roberto Pinna

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