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Dinamo Sassari | Le Pagelle: finalmente Bendzius, Jones-Kruslin che ingenuità

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La Dinamo Sassari lotta fino agli ultimi possessi, ma perde gara 2 al Forum per 80-75 contro l’Olimpia Milano. I nostri giudizi sui biancoblù.

Dowe: 7. La faccia mostrata sin dalla palla a due è quella giusta. Inizia pensando più ai compagni che a se stesso. A volte va in difficoltà a livello difensivo durante la reazione milanese, poi però è bravo a diventare nuovamente un problema sfruttando in attacco quasi sempre in maniera positiva i blocchi e a diventare un fattore anche a rimbalzo. È bravo a scegliere i tiri, dà sempre l’impressione di poter mettere in difficoltà l’Olimpia e non è scontato. Chiude con 12 punti, 9 rimbalzi e 6 assist a sottolineare una partita da giocatore completo, sporcata solo da un fallo evitabile su Napier dopo una buona difesa a 15” dal termine.

Kruslin: 5,5. Bucchi sceglie lui per prendersi cura di Napier. Sembra partire con il piede giusto, ma dopo il primo giro in panchina rientra sul parquet non nel modo in cui ha abituato ultimamente, finendo anche per innervosirsi dopo una persa e un fischio dubbio. Nel quarto periodo dà tuttavia lui la scossa alla squadra per tornare sotto, con una tripla che riaccende Sassari che da li in poi si riporta in partita. Sulla sua prova però c’è la macchia condivisa con Jones di quel rimbalzo sul -2 Sassari a 35” dall’ultima sirena che si tramuta in palla persa.

Jones: 5,5. Trova il canestro al primo tentativo e non è una cosa scontata viste le difficoltà di gara uno. Ma è soprattutto più pronto in difesa, lato su cui dà un apporto importante a rimbalzo nella prima parte di gara. Nel secondo tempo si prende le responsabilità che deve, la mano rimane piuttosto fredda anche se pure lui si unisce allo sforzo con una tripla importante. Con Kruslin condivide però una lotta a rimbalzo interna inutile che avrebbe potuto regalare un possesso che avrebbe potenzialmente potuto trasformarsi in un pari meritato ai sassaresi.

Bendzius: 7,5. Il primo tempo è il segnale che tanti aspettavano. Cattivo agonisticamente nella metà campo difensiva, in cui Voigtmann fa più fatica, e soprattutto cinico in attacco dove finalmente trova nuovamente il tiro dall’arco. Chiude i primi 20′ con 14 punti, segnando una differenza netta a livello realizzativo rispetto alla serie con Venezia e alla prima uscita con Milano. Negli ultimi venti segna alcuni canestri che tengono in scia la Dinamo dall’alto coefficiente di difficoltà, nella sua prestazione forse si conta una distrazione difensiva a inizio quarto periodo, è la sua serata migliore e si capisce anche da questo. Anche se quel libero sbagliato nell’ultimo minuto aumenta l’amaro in bocca.

Stephens: 6,5. Era apparso troppo molle in gara uno, ne è consapevole e allora trova la reazione che coach Bucchi aveva chiesto a tutta la squadra. È presente a rimbalzo sin dal primo momento, bravo a reagire con reattività alla fisicità dei lunghi milanesi e a diventare una soluzione nel pick&roll certificando la propria intesa con Dowe.

Diop: 6,5. Non sorprende più il suo impatto sulla gara. Lotta tremendamente sotto i tabelloni, Milano sapientemente prova anche a limitarne la sua visione di gioco per l’alto-basso, ma lui allora risponde con la carta dell’aggressività. Il tecnico preso gli toglie qualcosa, prima che torni a salire di livello con il passare dei minuti a cavallo tra terzo e quarto periodo. Come al solito è tra i migliori, anche se le energie nel finale concitato calano.

Robinson: 5,5. Sgomma con la giusta mancanza di rispetto per il parquet milanese per diversi minuti a cavallo tra primo e secondo periodo, mettendo in crisi gli esterni avversari. Inizia bene anche in difesa, ma nella seconda parte di gara Milano lo attacca continuamente togliendogli fiducia ed energie. Cosa che si vede nella gestione di alcuni possessi.

Gentile: 5. Trova il primo canestro quando il Forum comincia a diventare assordante, proprio come piace a lui. L’intensità è tanta, lui la accetta di buon grado, ma casca nella troppa foga quando nel secondo periodo prende anche lui un fallo tecnico evitabile. Ed è un episodio che, contrariamente a quanto accade a Diop, lo toglie mentalmente dalla gara.

Raspino: 5,5. Parte con un rimbalzo offensivo che sta diventando quasi un marchio di fabbrica, poi però Gigi Datome sale in cattedra e lo fa soffrire tremendamente ogni volta che mette palla a terra e si alza dall’arco.

Treier: 6. A volte è ingenuo, ma l’impegno è continuo. Nell’ultimo quarto passa diversi minuti in campo, prendendo con coraggio una tripla importante per il rientro sassarese.

Devecchi: sv. Solo pochi istanti sul parquet per il capitano biancoblù.

Chessa: sv.

Coach Piero Bucchi: 6,5. Trasforma la faccia della sua squadra, gli consegna nuovamente aggressività e consapevolezza dei propri mezzi. Le energie scarseggiano nel finale, l’orgoglio aiuta a rientrare, ma la voglia forse nel finale porta a degli errori di ingenuità. L’amaro in bocca è tantissimo dopo una prestazione del genere, anche perché la squadra tira male dall’arco ma rimane sempre dentro la sfida. Potrà sembrare un’occasione persa, ma Sassari ha dimostrato di non essere la vittima sacrificale che tutti, in primis lui, voleva che non fosse.

Matteo Cardia

 
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