Roberto Biancu in Olbia - Alessandria | Foto Sandro Giordano

Lo strano caso dell’Olbia: doppio vantaggio sprecato e classifica da paura

Bastano 20 minuti all’Olbia per mandarne alle ortiche settanta di alto livello e veder spalancarsi un baratro sotto ai propri piedi. Si era scritto tanto in fase di presentazione sull’importanza di questo scontro diretto col Piacenza, della necessità di fare punti e in particolar modo di non far scappare via gli emiliani, come non detto: i galluresi si buttano via bruciando il doppio vantaggio (Cadili-Ragatzu) e cedendo 2-3 nel finale con beffa dal dischetto. Sipario: lo psicodramma è completo.

Olbia double-face. Chi al 70’ ha letto il doppio vantaggio dei bianchi avrà pensato ad una brillante prova di maturità in una gara da non sbagliare. E in effetti i ragazzi di mister Canzi hanno disputato la partita giusta, compatti e audaci, bravi a sbloccare il risultato su uno schema da calcio d’angolo con Cadili e a raddoppiare con Ragatzu in apertura di ripresa su assist del solito Udoh.
Il problema, semmai, è che quest’Olbia è tanto brava a costruire quanto lo è a distruggere, anzi: distruggersi, nel caso specifico, vanificando quanto fatto di buono fino a quel momento. Avrete di sicuro presente il romanzo “Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde”, firmato da Stevenson. Bene, questa è la versione gallurese: lo strano caso dell’Olbia.

Sprofondo bianco. A voler cercare spiegazioni ci si può sbizzarrire: il Piacenza ha cambiato modulo riversandosi in avanti – pur senza creare eccessivi problemi fino al primo gol -, l’Olbia ha abbassato troppo il baricentro, è subentrata prima la paura di vincere poi quella di perdere, i cambi sono stati tardivi, la panchina corta non permette rotazioni e così via fino alla classica sfortuna, ma il dato di fatto è solo uno: ancora una volta l’Olbia lascia punti per strada e, per la seconda volta consecutiva, ad una diretta concorrente.
Nelle ultime settimane l’Olbia ha mostrato una rinnovata capacità di andare in gol, grande pecca del girone d’andata, e la consueta identità di gioco. Il problema è la fiducia nelle proprie capacità, i vari timori che – inevitabilmente – stanno facendo i tarli nelle maglie bianche. Ora spetta a giocatori e staff guardarsi negli occhi e tirare fuori lo spirito giusto per rincominciare la marcia interrotta bruscamente alla prima giornata di ritorno.

Bando agli isterismi. A voler cercare la nota lieta una buona notizia c’è: l’Olbia ha perso esattamente come hanno perso tutte le dirette concorrenti ad eccezione – ovviamente – del Piacenza. Tra l’altro solo 3 squadre hanno mosso la classifica (Novara-Livorno e Giana Erminio), rendendo in pratica nulla la giornata e non rendendo ancora più ardua la risalita dei bianchi. Di fatto: col recupero contro la Pro Sesto da giocare l’Olbia può raggiungere quota 26 punti e agganciare la Pergolettese (che ha a sua volta una partita da recuperare e al momento ha il vantaggio dello scontro diretto) attualmente fuori dalla zona playoff. Come dire: tutto è ancora da decidere, di certo però i sogni di un girone di ritorno da mina vagante alla ricerca dei playoff sono da mettere velocemente in soffitta in attesa di tempi migliori. Come dice mister Canzi: “Il nostro unico obiettivo adesso è fare punti ovunque, della prestazione non mi importa più nulla”. Coltello tra i denti ed elmetto, quindi, per non far sì che lo strano caso dell’Olbia diventi una storia senza lieto fine.

Claudio Inconis

TAG:  Serie C
 
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