Occhio al piccolo Gino Cervi

Ridateci l’undici, la rubrica a cura di Nanni Boi sulle vicende di casa Cagliari.

Intanto servirebbe una benedizione urbi et ciechi di un occhio. L’autogol rocambolesco (Cragno respinge e chi c’è? Ceppitelli) a spianare la strada ai rossoneri, il fatto di incontrare le formazioni più in forma del tormento (Atalanta e Milan non vivevano un’esaltazione così da quando Domenghini vestiva il nerazzurro e Gullit mostrava treccine e quattro giapponi), quella serie nera di 13 (ora 14) sconfitte consecutive al Meazza che davano l’impressione di quanto fosse facile sbarazzarsi di noi come bersi un caffè (Meazza vuol dire chiarezza); il fatto che Maran in undici partite non abbia mai battuto il diavolo e abbia pareggiato solo con l’acquasanta. Tutto congiura ai danni del Cagliari. Ma continuando a scherzarci un po’ su non tutti i mali vengono per nuocere e neanche per cuocere nel loro brodo. Vedendo i precedenti, spesso e malvolentieri quando a Milano sponda (su onda) rossonera si è fatto qualcosa di buono, a fine anno è arrivata la tragica serie B, vedi ultimo pareggio ai tempi di Morfeo vita meo e delle due vittorie sulle tre ottenute da quelle parti. Ragion per cui è inutile piangere sul latte versato (gli amici pastori sono sempre nei nostri pensieri) e andiamo oltre. Il Parma sull’entusiasmo per le tre promozioni di seguito è partito quest’anno con squilli di tromba (Turchetti) (se siete under 50 questa non la capite) e si è subito tolto fuori dalla lotta per non cadere negli inferi o, senza scendere troppo giù, nei sottani. Però negli ultimi tempi non è andato a mille e sabato Gervinho (che non è un piccolo Gino Cervi o se preferite Cino Gervi) potrebbe anche decidere di tornare in letargo come ogni tanto gli capita. E poi, con tutto il rispetto, se è risorto il Frosinuan (detto come si legge anche se si scrive Frosinone), non possiamo risalire in quota anche noi?

Nanni Boi

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