A Bologna una guerra di nervi

Nove punti di vantaggio rappresentano un margine di tranquillità per il Cagliari di scena fra qualche ora a Bologna. Ma non è affatto detto che la tranquillità sia un pregio nello sport agonistico. Da un lato può consentire di offrire il massimo della resa senza condizionamenti esterni, dovuti per esempio allo stress, alla capacità di saper o non saper reggere alla pressione e così via. Dall’altra può levare inconsciamente quella rabbia agonistica spesso necessaria per prevalere contro avversari di uguale o superiore forza tecnica. La squadra di Maran per intenderci dovrà ricordare quello che fece il Parma qualche settimana fa al Sardegna Arena e comportarsi nella maniera opposta. In quel caso la squadra di D’Aversa arrivò dall’alto di una classifica nettamente superiore, passò addirittura in vantaggio, ma alla lunga patì e venne sconfitta. Non a causa di un gioco superiore del Cagliari, ma per la grande forza di volontà se non proprio la disperazione dei rossoblù che lottarono palla su palla e infine portarono a casa tre punti che per come si erano messe le cose dopo oltre un’ora di gioco sembravano insperati.

Oggi il Cagliari troverà un avversario in crisi come lo era stato lui stesso nell’episodio citato, ma deciso a lottare sino al 95’ per levarsi da questa situazione in classifica. Quindi se vuole tornare a casa con uno o (perché no?) tre punti, l’undici di Maran dovrà comportarsi di conseguenza. Non credere di aver vinto neanche se si trovasse in vantaggio di due reti, ovvero ribattere colpo su colpo se fossero i padroni di casa a passare per primi in vantaggio. Più che un problema tecnico sarà una guerra di motivazioni e di concentrazione da tenere alta dall’inizio alla fine. E anche una guerra di nervi. Reagire all provocazioni significherebbe regalare un vantaggio probabilmente determinante agli avversari. Joao Pedro e compagni ne tengano conto.

Nanni Boi