Cagliari, gli anni pesano

Nuovo appuntamento con la rubrica di Centotrentuno.com a cura di Nanni Boi.

I giocatori d’esperienza vanno bene, ma quando ne metti due o tre e fanno da chioccia a baldi giovani che cercano di imporsi e di fare carriera. E’ soprattutto questa la lezione impartita dal Sassuolo al Cagliari al Mapei e culminata con un perentorio 3-0. La squadra di De Zerbi ha schierato due giocatori del 1984 (Peluso e Magnanelli), cui ha aggiunto Matri nel finale e il portiere Consigli dell’87. Al loro fianco pronti a trottare dal primo all’ultimo minuto  c’erano Rogerio e Locatelli del ‘98, Lirola e il subentrato Boga del 97, per proseguire con Magnani del 95 (e mancava Sensi, altro titolare del 95, oltre ad altri comprimari). Il Cagliari a tutti questi ha contrapposto Barella del 97.  Mettendo a confronto l’anno di nascita dei 14 giocatori impiegati per parte dalle due squadre, balza all’occhio la differenza di ben 37 anni. Cioè ogni giocatore schierato dal Sassuolo era in media più giovane di quasi tre anni rispetto a quelli scesi in campo col Cagliari. Il che può lasciare il tempo che trova quando stiamo a confrontare un 22enne con un 25enne. Se però parliamo di over 30 il discorso cambia, soprattutto quello del rendimento atletico.

Senza contare che buona norma di qualsiasi società è quella di valorizzare i giocatori in organico per farne accrescere la quotazione sul mercato. E con gli “anziani” questo è più difficile. Si dirà che le risorse economiche del Sassuolo sono superiori a quelle del Cagliari (per fare un raffronto sul costo dei cartellini dei giocatori impiegati sabato, al Cagliari sono costati 29,5 milioni mentre al Sassuolo 58,7, praticamente il doppio). Ma forse proprio perché le risorse non sono tante bisognerebbe far di necessità virtù e investire di più sui giovani. Il triennio di gestione Beretta purtroppo non ha promosso nessuno, gli ultimi prodotti Deiola e Barella vengono dalla gestione precedente e la stessa sinergia con l’Olbia non ha finora prodotto frutti. Eppure il settore giovanile è come la pubblicità: investirci dei soldi dà sempre un ritorno.

Nanni Boi