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Filip Kruslin in Dinamo Sassari-Varese | Foto Luigi Canu

Dinamo Sassari | Intensità e uno contro uno, le chiavi della gara con Tortona

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“Gli esami non finiscono mai, Tortona è uno di quelli impegnativi”. Sul libretto della Dinamo Sassari arriva un nuovo test. Di quelli impegnativi, come definito da coach Piero Bucchi nella conferenza stampa dell’antivigilia. Solo poco meno, si potrebbe aggiungere, dei due esami più importanti nel percorso di studi biancoblù in Lba contro Olimpia e Virtus. Perché a Sassari domenica 26 marzo, palla a due alle 19.30, arriva la Bertram Derthona di Marco Ramondino, ormai una certezza del basket italiano.

Solidità

Solo sei sconfitte in stagione, terzo posto, seconda miglior difesa del campionato insieme alla Virtus Bologna e un roster profondo, che ha saputo sopperire ad assenze momentanee e che già contro Trento, nell’ultimo turno, ha reagito alla mancanza di una pedina fondamentale come Mike Daum. Lo statunitense non ci sarà neanche a Sassari, con i piemontesi che si sono cautelati firmando Mitja Nikolic, ala già aggregata alla squadra da novembre con diversi anni di esperienza in A2. Anche senza il terzo realizzatore della squadra – 10,2 punti di media in stagione accompagnati da 6 rimbalzi – la Bertram resta l’avversario più forte che si possa incontrare sul proprio percorso. Perché per organizzazione, cura dei dettagli e possibilità di interpretare più spartiti durante la stessa partita, la squadra di Ramondino si può definire come completa. Nove giocatori oltre i 6 punti di media, con l’aggiunta di capitan Tavernelli che quando chiamato in causa allunga le rotazioni fino a 10. Dei dieci elementi citati, otto di questi hanno un minutaggio che va dai 17 minuti ai 24 tra elementi del quintetto e della panchina, chiarendo come il tecnico campano possa equilibrare gli sforzi dei suoi. Dati che lasciano intendere come il peso delle sfide sia condiviso, con il solo Christon che spicca con i suoi oltre quindici punti di media in 29 minuti, uniti a quasi 6 assist a sfida. L’ex Ulm è il cervello della squadra, ma Ramondino può ancora contare su JP Macura, una guardia fisica che sa attaccare il ferro come Harper, piccoli come Filloy e Candi e una batteria di lunghi che sarà un vero e proprio test per la coppia di centri sassarese e per Bendzius e Treier. Senza Daum, le responsabilità per Luca Severini saliranno. L’ala che ormai è entrata nel giro Azzurro sarà il principale avversario per il lituano, mentre Cain e Radosevic sono giocatori solidi ed esperti, in grado anche di giocare insieme come fatto nell’ultima gara contro la Dolomiti Energia. 

Forza

In questa stagione però Sassari ha trovato le forze per battere Tortona già due volte. La prima nella semifinale di Supercoppa a inizio stagione e poi all’andata, quando una gara tirata fino alla fine vide i sassaresi trovare il successo per la prima volta lontano da casa. Tuttavia, come affermato da Stefano Gentile davanti ai microfoni in apertura della sua conferenza stampa, i biancoblù dovranno provare a non pensare alle sfide passate ma solamente a quella di una domenica in cui il proprio primo punto fermo sarà rappresentato dal pubblico del PalaSerradimigni. Il Banco arriva alla sfida spinto dal proprio momento positivo, in cui a evidenziarsi è stata la capacità di leggere bene le diverse situazioni che si presentano su entrambi i lati del campo. Se i sassaresi riusciranno a rimettere l’intensità difensiva vista nell’ultima partita di campionato contro Varese, il successo è possibile. Sarà probabilmente Kruslin, senza escludere però dal discorso Raspino che potrebbe essere tra i dodici se Jones sarà costretto a restare ancora fuori, a doversi occupare di Christon. Tuttavia, rispetto alla settimana passata Sassari dovrà fare più attenzione anche ai movimenti senza palla di un gruppo che sa come spaziarsi e collaborare. Senza dimenticare lo sforzo che sarà necessario a rimbalzo e nella protezione dell’area, zona in cui Tortona ha più confidenza con il canestro. Il lavoro nella propria metà campo potrebbe far aumentare per Sassari le possibilità di gioco in campo aperto e creare le condizioni per alzare i propri ritmi, aspetto che potrebbe risultare non secondario contro una squadra difficile da colpire a difesa schierata. Fatto quest’ultimo che potrebbe portare Sassari, come già accaduto nella sfida di dicembre, a sfruttare la carta dell’uno contro uno con continuità. In questo senso il rientro di Robinson potrebbe essere decisivo, ma la crescita di alcuni elementi – Dowe su tutti – e la capacità del gruppo di trovare le forze per andare oltre i limiti creati dalle assenze fanno guardare il bicchiere dal versante mezzo pieno.

Matteo Cardia

 
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