Foto tratta dal libro di Paolo Gabriele "I giorni di Gigi Riva"

Gigi Riva: “La giusta chiusura di un cerchio”

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Ora che la carica di Rombo di Tuono come presidente onorario del Cagliari è diventata ufficiale, è facile trovare nei cuori dei tifosi rossoblù la piacevole sensazione che si prova quando tutto torna al proprio posto.

Gigi Riva presidente onorario del Cagliari. A pronunciarlo fa un certo effetto. E sicuramente anche allo stesso Rombo di Tuono, quando lo dirà qualcuna della persone a lui care, questa carica strapperà un sorriso. Uno dei suoi ovviamente, di quelli a mezzo volto. Potrebbe sembrare una semplice carica nominale, un’onorificenza a titolo gratuito, una di quelle che spesso si danno nello sport per celebrare i campionissimi. Ma nulla può essere solo un semplice simbolo quando chi lo riceve è egli stesso un simbolo vivente per un popolo e una squadra.

E non è un caso che lo stesso Riva prima di accettare questa carica abbia riflettuto tanto. Non certamente per il poco amore verso un club, una città e un’intera isola che lo idolatra come un semidio ma perché Gigi è cresciuto con una parola. Quell’insegnamento che chi scrive ha sentito spesso ripetere da suo nonno e che poi ha faticato sempre più a ritrovare, e anche a seguire, nella vita di tutti i giorni. Se Riva dà una parola, o decide una strada, quella è. Dopo l’avventura sfortunata alla presidenza del Cagliari a fine anni Ottanta il mito rossoblù decise di abbandonare le cariche istituzionali del club. Troppo il coinvolgimento emotivo anche solo per una sconfitta figuriamoci riuscire a stare dietro a scelte che possono avere effetti più o meno positivi sull’intera società. Nonostante questo Riva torna nella famiglia del Cagliari e lo fa con una delle massime cariche a livello di prestigio, ma lo fa con la volontà di essere una presenza non ingombrante. Una figura alla quale ispirarsi e nulla più. Normale per una persona che spesso ha insegnato con i silenzi.

Merito al presidente Giulini, bravo nel riportare Gigi Riva su una strada diversa da quella che aveva deciso di intraprendere: mai più, nemmeno a livello nominale, nel club. Sicuramente Riva, che è uno che apprezza più le cose non dette alle tante parole, avrà capito il rispetto e l’ammirazione che hanno spinto Giulini nel prendere questa iniziativa. Gigi Riva presidente onorario del Cagliari, di fatto non cambia nulla nella percezione del mito ma è la giusta firma su una stagione con centenario e 50 anni dallo scudetto che deve essere speciale, non per classifica o risultati ma a livello emozionale. Non a caso è già scattata la corsa per convincere Riva a partecipare almeno alla cena che ci sarà nel 2020 per celebrare gli eroi del campionato 1969/70.

Gigi Riva presidente onorario del Cagliari è il giusto punto per una bella storia. La cerimonia perfetta per un amore indelebile, come sottolinea lo stesso figlio di Riva, Nicola, entrato nel CdA societario: «Credo questo sia un ritorno a casa. Anche se con una carica simbolo papà dopo più di 30 anni torna in società. Mi piace pensare sia una di quelle storie di calcio di una volta. Quelle che restano sempre nella mente delle persone, come successe anche a Boniperti con il ritorno alla Juventus. Sono molto contento per lui». Gigi Riva presidente onorario del Cagliari, perché per amore anche un mito alle volte torna sui suoi passi: «È la giusta chiusura di un cerchio».

Roberto Pinna

 

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