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Cagliari, Semplici: “Festeggiamo questa salvezza, poi penseremo al futuro”

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Leonardo Semplici ha commentato ai microfoni di Sky la partita pareggiata contro il Milan per 0-0 nella penultima partita di campionato.

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La festa per la salvezza

Un po’ di festa l’abbiamo fatta, perché l’aritmetica ci dava la salvezza. Giustamente abbiamo brindato, l’Ichnusa l’abbiamo finita (ride, ndr). A parte questo credo che il percorso che abbiamo fatto. Dal mio arrivo ci siamo rimessi in discussione, abbiamo creato una certa mentalità e anche stasera l’abbiamo confermato. Abbiamo fatto una grande prestazione contro una grande squadra contro il Milan. L’abbiamo preparata bene perché dovevamo giocarsi la salvezza, poi è arrivata col risultato del Benevento ma devo ringraziare questi giocatori.

Testa libera per la partita di San Siro 

Credo sia dipeso anche da questo. Soprattutto davanti a un avversario forte come il Milan, che ultimamente ha fatto grandi gare e grandi vittorie. Venire qua a creare tante situazioni, con Donnarumma bravissimo, e avendo rischiato pochissimo significa che abbiamo fatto una gran partita. Siamo stati compatti con le linee strette, per far sì che i loro trequartisti non facessero le solite giocate. Questo risultato corona un obiettivo che al mio arrivo sembrava impensabile.

Il punto chiave

Cagliari-Parma decisiva? No, la stagione è cambiata dopo la sconfitta col Verona. Ci siamo parlati chiaramente, tutti abbiamo capito che il modo di interpretare le gare non andava bene. Ci siamo confrontati, abbiamo discusso nel modo giusto come si fa negli spogliatoi. I ragazzi hanno capito che dovevano dare quello che tutti si aspettavano, perché guardando i nomi il Cagliari non doveva avere questa classifica. Con un’idea di gioco e uno spirito comune sapevamo di poter fare risultati, li abbiamo fatti facendo una rincorsa eccezionale, a partire da quella partita col Parma dove perdevamo al 90′ e vincendo abbiamo capovolto la stagione. È stata soprattutto una molla mentale, dove ho messo davanti agli occhi dei calciatori cose che, fino a quel momento, facevano finta di non guardare. Per esempio: nei novantacinque minuti non eravamo sempre squadra, come nelle ultime partite. Poi si era creata una situazione di malcontento dentro lo spogliatoio: si era creato qualche gruppo, non avevamo il coraggio di dirci in faccia certe cose. Soprattutto abbiamo fatto finita di dare la colpa sempre agli altri: bisognava prendersi, a partire dall’allenatore, le responsabilità. Loro, in primis, dovevano tirare fuori le qualità, bisognava avere un altro tipo di idea e mentalità. La scossa di quel giorno credo abbia fatto sì che loro si siano trasformati in quello che hanno dimostrato di essere. Questa è una squadra che merita altro tipo di classifica, ma al mio arrivo avevano quindici punti e leggendo la squadra sembrava impossibile. Quando sono arrivato ho capito che c’erano delle problematiche, col presidente e il mio staff, oltre ai ragazzi che ringrazio, siamo stati bravi ad arrivare a questa salvezza meritatissima.

La difesa

Diego Godín centrale nei tre? È un giocatore che conosciamo bene. Sicuramente quel tipo di ruolo è una guida per noi, ma assieme a lui anche altri, da Pavoletti a João Pedro e Nainggolan. Tutti giocatori con alle spalle una grande carriera, ma non si ritrovavano: bisognava fare qualcosa di diverso. Con degli accorgimenti, un lavoro a livello mentale e che tutti avessero la gioia di andare a correggere l’errore del compagno questo ci ha trasformati come squadra. Lo state vedendo, è sotto gli occhi di tutti il percorso che fino a oggi abbiamo fatto

Il futuro

Restare? Io mi chiamo Semplici, devo andare con calma e fare il mio percorso. Poi quello che sarà l’anno prossimo mi auguro di fare un altro step, credo di essermelo meritato. Ora festeggiamo questa salvezza, poi penseremo al futuro.

La Redazione

 
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