#13 | Piero Rollo

Spazio, oggi, ad un altro grande della nostra boxe: Piero Rollo, campione d’Italia dei pesi gallo e poi d’Europa. Ottantuno combattimenti sostenuti da professionista di cui 61 vinti, 7 pareggiati e 13 perduti. Purtroppo non gli riuscì di conquistare il titolo mondiale per via di quelle sopracciglia fragili che tante preoccupazioni procurarono a Piero, limitandone spesso  le sue enormi potenzialità.

Era  il 3 marzo del 1961 quando Piero Rollo si recò a Rio de Janeiro per affrontare il campione del mondo dei pesi gallo, Eder Jofre. Con sé un bagaglio di riconoscimenti, titoli e fondate speranze di tornare in Italia col titolo iridato. Fu sconfitto per ferita alla decima ripresa. Era diventato campione d’Italia nel maggio del 1955, a Cagliari, battendo ai punti Roberto Spina. Difese la corona contro Dugini, due anni dopo, in un match svoltosi a Varese e teletramesso dalla Rai. Un combattimento avvincente, dominato dal cagliaritano ma incomprensibilmente commentato a senso unico da Paolo Rosi, che pure di boxe,  come di atletica leggera, era un grande intenditore. Per molte riprese venne messa in dubbio la superiorità di Rollo che, alla lunga e senza che la conclusione sorprendesse più di tanto, vinse  per Ko tecnico alla dodicesima ripresa. Dopo quell’incontro, Dugini concluse praticamente la sua carriera pugilistica. Correva l’anno 1957.

Nell’ottobre dell’anno successivo, a Cagliari, Rollo diventava campione d’Europa: all’Amsicora di Cagliari, Mario D’Agata, cedette il titolo dopo quindici tiratissime riprese. Le battute, dopo quel successo, si sprecarono. D’Agata, come tutti ricorderanno, era sordomuto; questa menomazione consentiva appunto spiritosaggini  tipo “non sentiva i colpi di Rollo” dette senza cattiveria ma con quella semplice ironia caratteristica degli appassionati di pugilato. Non pochi sottolinearono una curiosa (curiosa?)  “pensata” dell’organizzatore Antonino Picciau accaduta un mese prima del match Rollo -D’Agata. Il pugile di Arezzo fu inserito nel programma di una riunione fissata per il mese di settembre a Cagliari; avversario: l’allora sconosciuto (o quasi) marocchino-spagnolo Mimou Ben Alì. Match soffertissimo per l’italiano e finale a sorpresa: pareggio. Ben Alì, con  tutta probabilità, avrebbe meritato il successo, ma sarebbe stato sconveniente far salire sul ring un pugile ( D’Agata) sconfitto da un quasi sconosciuto (Ben Alì) per battersi contro Rollo per il titolo continentale in palio. Dopo avere ceduto il titolo a Freddie Gilroy (sconfitta ai punti a Londra), Rollo ritentò la scalata alla corona continentale, nel frattempo conquistata da Pierre Cossemyns. L’incontro si svolse all’Amsicora e tra la sorpresa generale si concluse con la vittoria del belga. Un’assurdità. Subito dopo si seppe che le due parti si erano già accordate per la rivincita che si svolse a Bruxelles e si concluse col successo del cagliaritano per KO alla quinta ripresa. Si parlò, anche allora, di un’operazione combinata, ovviamente all’insaputa di Rollo. Dopo avere ceduto il titolo ad Halimi nel corso di una incredibile serata a Tel Aviv  (improvvisa  interruzione dell’energia elettrica proprio quando il francese pareva sull’orlo del cappaò ), Rollo lo riconquistò quattro mesi per consegnarlo  a Ben Alì nel luglio del 1963. Una carriera fantastica che si concluse nel 1964.  Rollo lasciò la boxe per continuare la sua attività di impiegato come archivista alla Regione, posto che non aveva mai abbandonato. Tonino Puddu, ex campione europeo dei pesi leggeri, lo ricorda così: ” Rollo, come Gianni Zuddas e Paolo Melis, non soltanto è stato un grande campione ma, soprattutto,  con i suoi fantastici incontri, ci ha quasi costretti ad avvicinarci alla boxe. E’ stato uno di quelli che ha fatto la vera storia dello sport sardo e ci ha insegnato moltissimo. E’ stato sempre prodigo di consigli con noi ragazzi , specie con me quando, ancora novizio e poi dilettante, mi chiamava per incrociare i  guantoni  in palestra.”

   Carmelo Alfonso

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