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Caso Cagliari-Despodov: a maggio la decisione del collegio arbitrale

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Come due rette parallele che non s’incontrano mai così il Cagliari e Kiril Despodov potrebbero non ritrovarsi più. Non solo per quanto sembrerebbe possibile in sede legale, ma anche a prescindere da ciò che verrà deciso nelle prossime settimane. Un rapporto incrinato, praticamente impossibile da ricomporre come quei matrimoni che finiscono davanti a un giudice e che diventano impossibili da ricucire.

FIFA? No, Italia

Cercando di intrepretare il comunicato emesso dalla FIFpro che ha permesso di conoscere la causa in corso tra Despodov e il Cagliari avevamo citato gli articoli 14 e 14 bis della “Regulations of the status and transfer of players” della FIFA. Al contrario però di quanto riportato in precedenza, la querelle tra l’attaccante della nazionale bulgara e il club rossoblù non avrebbe al centro il regolamento citato. Questo perché la causa non sarebbe di tipo internazionale, bensì un procedimento portato avanti in Italia davanti al collegio arbitrale domestico. La normativa di riferimento non sarebbe dunque quella della Federazione Internazionale, bensì l’accordo collettivo tra le società professionistiche e i calciatori. Ed è qui che, secondo il bulgaro, il Cagliari avrebbe disatteso quanto riportato dall’articolo 13 del suddetto accordo: “Costituisce motivo di risoluzione del Contratto la morosità della Società nel pagamento del rateo mensile della parte fissa della retribuzione, qualora tale inadempimento si protragga oltre il ventesimo giorno successivo al termine previsto sub 5.2., ed a condizione che, decorso anche tale ultimo termine per il pagamento, il Calciatore abbia provveduto a mettere in mora la Società mediante lettera raccomandata A.R., inviata in copia con le stesse modalità alla Lega (…)”.

La richiesta di Despodov

I fatti contestati sono noti, Despodov sostiene – a ragione o a torto – di non aver ricevuto le mensilità di luglio e agosto 2020 da parte del Cagliari. Questo è quanto riportato nel comunicato della FIFpro che segue da vicino la vicenda. Secondo quanto da noi ricostruito, il giocatore bulgaro, ora in prestito al Ludogorets, avrebbe ricevuto una minima parte dei due stipendi incriminati in aggiunta a quello correttamente incassato a settembre 2020, ma vanterebbe ancora un credito di circa 34mila euro con la società di Via Mameli. Una cifra minima rispetto a quanto pagato dal Cagliari per l’acquisto di Despodov tra gennaio 2019 e l’estate del 2020 pari a 570mila euro per il prestito e 3 milioni e 400 mila euro per il cartellino definitivo (come da bilanci ufficiali). Circa 4 milioni dunque, a fronte di una richiesta da parte dell’attaccante della nazionale balcanica di circa 34mila euro. Despodov ha dunque chiesto la risoluzione del contratto che lo legherebbe al Cagliari fino al giugno 2023, richiesta inviata ufficialmente negli ultimi giorni dello scorso gennaio e che non avrebbe avuto riscontri da parte dei rossoblù, aspetto d’altronde confermato dalla stessa esistenza del comunicato della FIFpro. Il Cagliari che dunque non avrebbe usufruito del comma 3 dell’Articolo 13 citato sopra, dove si legge che “La risoluzione del Contratto non può essere pronunciata qualora la Società provveda, entro 20(venti) giorni dal ricevimento della raccomandata di messa in mora, al pagamento di quanto dovuto, da effettuarsi mediante bonifico bancario sul conto del Calciatore”.

E il Cagliari?

La posizione del club di Tommaso Giulini, da quanto siamo venuti a conoscenza, è stata quella di non accettare le richieste di Despodov. Logica conseguenza l’arrivo della vicenda davanti al collegio arbitrale che prenderà una decisione entro il 19 maggio. Il Cagliari sosterrebbe – anche in questo caso come si evince dal comunicato della FIFpro – di potersi avvalere di quanto previsto dalla FIGC con il comunicato ufficiale 228/A del 22 giugno 2020, noto come “Provvedimento estensione contratti” (Qui il Link). In sostanza, Despodov avrebbe dovuto ricevere in tre mensilità differenti – giugno, luglio, e agosto 2020 – quanto dovuto dal Cagliari per il mese di giugno sempre del 2020, per poi ottenere lo stipendio della stagione attuale, 2020-21, in 10 mesi invece che in 12. Nel caso in questione, però, nel passato campionato Despodov era in prestito fino al 5 luglio con lo Sturm Graz in Austria – dopo proroga concordata tra le parti interessate – e una volta rientrato alla base si è unito al gruppo per la stagione in corso soltanto a fine agosto. Un ritardo causato da una parte della conclusione posticipata al 2 agosto del campionato 2019-20 e dall’altro dalla positività al Covid accusata in prossimità dell’inizio del ritiro precampionato di questa stagione. Una volta ceduto in prestito al Ludogorets il 5 ottobre, e dopo che si era allenato con il gruppo per tutto il mese di settembre – scendendo peraltro in campo per dieci minuti nella sfida contro la Lazio della seconda giornata – il Cagliari davanti alla richiesta dei due stipendi di luglio e agosto avrebbe risposto picche, mantenendo la propria posizione anche di fronte alle due richieste ufficiali da parte di Despodov e dei suoi legali.

Il possibile finale

In attesa della decisione del collegio arbitrale sarebbero due le possibili strade. La prima è che Despodov veda accolta la sua richiesta, nel qual caso il Cagliari dovrà pagare quanto dovuto, i 34mila euro citati in precedenza, e il giocatore potrà risolvere il proprio legame con la società rossoblù una volta concluso quello temporaneo in corso con il Ludogorets. L’altra è che il collegio arbitrale dia ragione al club rossoblù, nel qual caso Despodov una volta terminato il prestito con i campioni di Bulgaria tornerebbe alla base, con tutte le conseguenze del caso di un legame che appare irrimediabilmente incrinato. C’è infine un ultimo aspetto da non sottovalutare. Infatti, qualora Despodov vedesse accolta la sua richiesta, potrebbe successivamente intervenire anche la Procura Federale e il rischio per il Cagliari sarebbe quello di una possibile penalizzazione in classifica da scontare o in questo o nel prossimo campionato a seconda dei tempi. Una possibilità attualmente remota, ma che esiste.

Matteo Zizola

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