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Il Cagliari apre alla cessione: il futuro di Nandez ora è un gioco di incastri

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Un calcio al 2021“, parola di Walter Mazzarri che così ha definito i tre punti conquistati sul campo della Sampdoria. La sfida contro il Bologna della Unipol Domus rappresenta un’altra occasione per spedire lontano l’anno appena concluso. Anno che non solo per il Cagliari, ma anche per uno dei suoi uomini più rappresentativi non è stato dei migliori, soprattutto fuori dal terreno di gioco. Stiamo parlando ovviamente di Nahitan Nández.

Leone in gabbia

Il motorino ex Boca Juniors ha vissuto un 2021 complicato, ricco di alti e bassi e che ha avuto un prolungamento inaspettato in questo inizio di 2022. L’acquisto più costoso della storia del Cagliari – 17 milioni di euro per strapparlo agli argentini nell’estate del 2019 – ha iniziato il nuovo anno così come aveva terminato il precedente. Fermo ai box, prima per la dura botta patita nel primo tempo della sfida contro l’Udinese, ora per la positività al Covid che si sta rivelando più problematica del previsto. In mezzo le questioni extra campo, con la battaglia legale in Uruguay, e la mancata convocazione da parte del nuovo DT Diego Alonso per le prossime gare della Celeste come conseguenza. Diverse grane da risolvere dunque per Nández, con l’obiettivo primario di ritrovare se stesso e superare un momento tutt’altro che favorevole. Sullo sfondo il mercato, giorno dopo giorno il futuro del centrocampista uruguaiano cambia, passando da una possibile permanenza a una cessione che dipende non solo dalla propria volontà o da quella del Cagliari, ma anche dagli incastri di chi vorrebbe portarlo tra le proprie fila.

Incastri

La situazione rispetto all’estate è cambiata. Intanto per i rapporti tra Nández e la società rossoblù, non più uno scontro alla luce del sole ma una tregua disarmata. Dalle parole di fuoco si è passati al lavoro sottotraccia, dalle dichiarazioni un giorno sì e l’altro pure al silenzio con vista sul futuro. A fare la differenza, poi, ci sono le questioni extra calcistiche, una spada di Damocle che le varie diplomazie – ovvero gli avvocati – cercano di risolvere per sbloccare la situazione. Dall’Uruguay alla Sardegna, con Milano sullo sfondo e Napoli a osservare interessata. Quella contro l’Udinese, infatti, potrebbe essere stata l’ultima partita di Nández in rossoblù, anche se per completare la tanto agognata cessione mancano ancora tasselli decisivi. Simone Inzaghi, allenatore dell’Inter, non ha fatto mistero del suo apprezzamento per il León, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il traffico nel centrocampo nerazzurro. Senza una cessione il club di Suning non affonderà il colpo, non solo per una questione prettamente numerica – di per sé comunque fondamentale – ma anche per una economica. Zhang, infatti, ha ribadito agli uomini mercato nerazzurri e a Inzaghi la propria contrarietà a mettere fondi per il mercato di gennaio.

Chiave nerazzurra

La chiave dunque è nelle possibili partenze con Matías Vecino e Stefano Sensi unici indiziati. Senza la cessione di uno dei due centrocampisti l’Inter non regalerà Nández al proprio allenatore. Cessioni che al momento sono bloccate, con l’uruguaiano che ha su di sé gli occhi puntati del Flamengo del suo ex tecnico a Firenze Paulo Sousa e Sensi che radio-mercato dà in orbita Sampdoria. Il problema è che Vecino non sembra intenzionato ad accettare la corte brasiliana, anzi, l’idea dell’ex rossoblù è quella di aspettare giugno per liberarsi a parametro zero e scegliere con maggiore calma la sua prossima squadra. Così i fari sono puntati su Stefano Sensi, tormentato da costanti problemi fisici e indietro nelle gerarchie di Inzaghi. La voglia di rilancio – anche in chiave sogno Nazionale – potrebbe attirare sia l’ex Sassuolo che un club come la Sampdoria. I blucerchiati, infatti, dopo l’acquisto di Rincón sono alla caccia di nuova linfa in mezzo al campo, anche perché resta incerto il futuro di Albin Ekdal, con il Copenaghen che spinge sullo svedese. Il Cagliari aspetta che si completi il gioco di incastri per poter così sedersi nuovamente al tavolo delle trattative con l’Inter e cercare la quadra per accontentare Nández.

Ok, il prezzo è giusto

La differenza sta nei dettagli. Se fino a pochi giorni fa il Cagliari avrebbe valutato sì un prestito, ma solo con un obbligo di riscatto a corollario. Ora il muro sembrerebbe essersi ulteriormente abbassato. Quindi ok all’accordo temporaneo e soprattutto ok al semplice diritto di riscatto. Nella speranza che le prestazioni del León altrove possano portare all’acquisto definitivo o comunque a una rivalutazione del suo cartellino, ormai lontanissima dai 36 milioni di euro della famosa clausola. Così non solo l’Inter, ma anche il Napoli avrebbe la forza per poter far vestire la propria maglia al numero 18 rossoblù, e il Cagliari dal canto suo limerebbe ulteriormente il monte ingaggi potendo operare con maggiori opzioni sul mercato in entrata. Sullo sfondo non va tralasciato il Tottenham, anche se la destinazione inglese non è in cima alle preferenze di Nández. Restano comunque i nerazzurri in prima fila, sia per un interesse netto e definito sia soprattutto perché opzione preferita dal giocatore di Maldonado. Un’operazione che potrebbe comunque arrivare anche a fine mercato, altra differenza con il passato. Perché se il rifiuto all’offerta del Leeds nell’estate del 2020 fu causato dal poco tempo a disposizione per sostituire Nández, oggi il Cagliari non porrebbe il veto a una cessione negli ultimi giorni di gennaio.

Matteo Zizola

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