Erbstein, il filosofo prima del filosofo

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Ricade oggi (14 luglio) l’anniversario dell’approdo in Sardegna di uno degli allenatori simbolo del Cagliari Calcio, Ernesto Egri Erbstein.

Capita a volte che il destino ci porti ad incrociare ed incontrare delle persone uniche. Quegli incontri che si fanno una volta nella vita. Al Cagliari nella sua storia questo è capitato poche volte, se parliamo di allenatori poi, potremmo ridurre, senza nulla togliere ai grandi tecnici che si sono succeduti sulla panchina rossoblu, a due. Due uomini considerati “filosofi”. Il primo che giunge subito alla mente è Manlio Scopigno, ma non è di lui che oggi vogliamo parlare, il nome che impone immediato rispetto in chiunque lo pronunci è quello di Ernesto Egri Erbstein. Vero filosofo del calcio, perfetto conoscitore dell’animo umano e del fisico dei suoi calciatori. Ritorniamo indietro nel tempo fino alla fine degli anni ’20. Erbstein è da poco rientrato dagli Stati Uniti d’America, dove per qualche tempo ha giocato a New York con i Brooklyn Wanderers, in verità egli si trovava negli U.S.A. per via del suo impiego di agente di borsa a Wall Street, ma ai primi sentori della crisi che di lì a breve sarebbe esplosa in tutta la sua drammaticità, decise di rientrare in Europa. Qui dopo una prima annata passata in Puglia, nel 1929-30 passa ad allenare la Nocerina in I Divisione. Proprio con i rossoneri si verifica il primo contatto con il Cagliari. Sul finire del girone d’andata il Cagliari si reca in Campania con la speranza di incamerare due punti utili a tenere i rossoblu tra le prime della piazza. Qui l’amara sorpresa, la squadra ottimamente guidata dal tecnico ungherese Erbstein, ha facile gioco sull’undici isolano guidato da Winkler, anch’egli magiaro. Al termine di un combattutissimo campionato il Palermo stacca tutti e conquista la prima piazza, ma a contendersi il secondo posto sono ben 4: il Messina, la Nocerina di Erbstein ed il Foggia chiudono a quota 35, il Cagliari si distacca di appena un punto. Al termine del campionato giunge la svolta, la Nocerina in pieno dissesto economico rinuncia alla I Divisione e così i dirigenti cagliaritani iniziano ad intessere le trattative tese a portare Erbstein in Sardegna. L’accordo viene raggiunto ed Erbstein il 14 luglio 1930 diventa il nuovo allenatore del Cagliari. Naturalmente l’esperto e lungimirante tecnico mitteleuropeo già negli scontri del precedente torneo aveva intravvisto il potenziale rossoblu. Con i suoi accorgimenti la squadra è subito competitiva, ed anche se durante l’inverno 1930 i sardi attraversano una piccola crisi, nella primavera 1931 comincia una cavalcata travolgente che non lascia scampo alle dirette concorrenti per il titolo. Culmine di quell’indimenticabile stagione sarà lo spareggio con la Salernitana per l’accesso alla Serie B. Dopo due aspri scontri il 3 maggio 1931 la squadra di Erbstein conquista la serie cadetta. Seguirà un discreto campionato di Serie B 1931-32, con una salvezza conquistata senza eccessivi affanni, poi anche a Cagliari le finanze cominciano a risentire degli enormi sforzi fatti e nel luglio 1932 Erbstein ritorna a Bari, la sua esperienza sulla panchina biancorossa a dire il vero non sarà proprio esaltante quell’anno, ma avrà modo di rifarsi alla successiva guida della Lucchese. Con i toscani Erbstein conquisterà la Serie B ed a seguire anche una storica promozione in Serie A, con un piazzamento (settimo posto) di tutto rispetto nel 1936-37 e sfornando campioni del calibro di Olivieri, che l’anno successivo sarà Campione del Mondo tra i pali della nazionale italiana. Poi le leggi razziali costringeranno Erbstein a trasferirsi a Torino, questo non basterà perché più tardi dovrà purtroppo lasciare il paese. Ma in quel torneo disputato sotto la Mole, si è guadagnato la totale fiducia del presidente Ferruccio Novo, che proprio a lui, anche in clandestinità, dopo l’avventurosa fuga dal campo di lavoro, si affiderà, tra mille pericoli, per l’acquisto di ogni singolo calciatore che stava andando a comporre la “macchina dei sogni” che poi sarebbe diventato il Torino. Dopo la guerra, il ”Toro” deflagra in tutta la sua armoniosa potenza, i frutti sono sotto gli occhi di tutti. Armonia, potenza e volontà arrestate solo dal fatale terrapieno di Superga. Ma Ernest Egri Erbstein il suo primo campionato lo vinse proprio con il Cagliari, fu quindi proprio la compagine rossoblu a decretarne le nascenti fortune. A Cagliari prima di partire, lascerà in dote un impressionante numero di giovani talenti scoperti in appena due anni, talenti che se meglio utilizzati, poco prima del fallimento del 1935, avrebbero potuto portare il Cagliari in massima serie 30 anni prima di Gigi Riva e di Arturo Silvestri. Tutto cominciò il 14 luglio.

Mario Fadda

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